Secondo Confartigianato i "numeri fanno riflettere, ma attenzione: non basta la partita iva per fare impresa". Fra coloro hanno deciso di mettersi, o rimettersi, in gioco avviando una attività individuale ben 340 sono alla loro prima esperienza imprenditoriale, spinti dalla passione ma soprattutto per necessità, dopo aver perso il lavoro o per aiutare economicamente figli e famiglia. E' quanto emerge dai dati dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza sul Registro Imprese, che ha esaminato le aziende nate lo scorso anno in Italia e nell'isola. "Rispetto al 2012 - ha spiegato Confartigianato Imprese Sardegna - il numero delle aziende avviate nella nostra regione da imprenditori con età tra i 50 e i 69 anni, è cresciuto dell'1%, in linea con la media nazionale. Sono dati che, in questi anni di crisi, si stanno consolidando e, purtroppo, sottolineano la situazione critica dell'isola per chi è stato espulso dal mondo del lavoro". A livello territoriale 461 aziende "over 50" sono state aperte a Cagliari (sono 139 gli imprenditori alla prima esperienza), 341 a Sassari (108 da neo imprenditori over 50), 183 a Nuoro (59 dagli over 50) e 96 a Oristano (34 quelli alla prima esperienza). A livello nazionale una impresa su quattro (28,6%) nasce nel commercio o nell'autoriparazione, seguono l'agricoltura e la pesca (26,6%), le costruzioni (8,9%), le attività manifatturiere (7,7%) e l'alloggio e la ristorazione (6,9%). "Ma attenzione - hanno ammoniti gli Imprenditori Artigiani - non è con l'apertura della partita iva che si diventa automaticamente imprenditori. Soprattutto immettersi sul mercato in questo particolare momento storico non è una cosa semplice e neppure un gioco. Sarebbe deleterio se questi nuovi imprenditori si mettessero in proprio solo perché espulsi dal lavoro dipendente ed entrassero nel circuito del lavoro autonomo, privi della opportuna professionalità oppure cadessero, poco dopo, nelle 'logiche' del lavoro in nero. Questo è da evitare".
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