Ciclone “Harry”, un segnale del clima che cambia. Danni diffusi in Sardegna: costa, porticcioli e aziende agricole. Serve una prevenzione pianificata e continua. In merito al ciclone che ha interessato il settore meridionale e orientale della Sardegna, la Federazione regionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali esprime forte preoccupazione per i gravi effetti sul territorio e sulle attività produttive.

«Oltre ai danni riscontrati lungo le aree costiere, con criticità su porticcioli, strutture e servizi collegati - si legge in un documento dei dottori agronomi e forestali - si segnalano danni rilevanti alle infrastrutture marine e alle attività produttive legate alla costa, con particolare attenzione alle strutture ittiche: impianti e attrezzature operative in mare e nelle lagune, che risultano compromessi o fortemente danneggiati. Le conseguenze riguardano direttamente anche le produzioni del comparto, con ricadute su cozze, arselle, ostriche e pescato di vario tipo. È anche importante evidenziare che i prodotti della pesca e dell’acquacoltura rappresentano prodotto primario, al pari delle produzioni agricole, e costituiscono quindi un settore essenziale per l’economia locale e per il lavoro di numerose imprese. Si registrano inoltre problemi importanti anche sulla viabilità principale e locale, in particolare lungo i collegamenti tra Cagliari e il Sud Sardegna/Sulcis, soprattutto verso le località di Capoterra, Sarroch, Pula, Teulada e territori limitrofi».

Parallelamente, l’evento ha prodotto danni significativi alle aziende agricole, con segnalazioni importanti in diverse aree e in particolare nella zona del Cixerri, dove risultano colpite colture, infrastrutture aziendali e opere rurali con ripercussioni sulla continuità produttiva. Ulteriori criticità arrivano anche dal Nuorese, dove in più punti si registrano difficoltà negli accessi alle aziende agricole, con problemi su strade rurali e interpoderali che rendono complessi gli spostamenti e le attività operative in campagna.

«In questo quadro, la Federazione - chiude il comunicato - richiama la necessità di un’attenzione immediata e coordinata da parte delle istituzioni competenti verso i settori maggiormente esposti e strategici per i territori colpiti, in particolare agricoltura, pesca e turismo, affinché vengano garantite tempestive misure di messa in sicurezza, ripristino e sostegno alle imprese».

Per il presidente della Federazione regionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della Sardegna, Ettore Crobu, «serve un intervento immediato per la messa in sicurezza e per il sostegno alle imprese colpite, ma è altrettanto necessario riconoscere che eventi di questa intensità, con i cambiamenti climatici in atto, saranno sempre più frequenti: per questo la prevenzione deve diventare programmazione ordinaria e strutturale», dichiara Ettore Crobu.

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