Prevenire l’elettrocuzione e la collisione dell’avifauna con le linee elettriche: è questo l’obiettivo della proposta approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, su iniziativa della Regione Sardegna, e indirizzata al Governo e al Ministero dell’Ambiente per l’introduzione di una normativa nazionale dedicata. Un intervento che punta a tutelare la fauna selvatica, spesso appartenente a specie protette o a rischio, e al tempo stesso a ridurre il rischio di incendi causati dagli animali che, dopo essere rimasti folgorati, precipitano al suolo in fiamme.

L'elettrocuzione dell'avifauna è un fenomeno che si verifica quando un uccello entra contemporaneamente in contatto con due cavi in tensione oppure con un conduttore e una parte metallica collegata a terra della struttura di sostegno. Tale contatto determina il passaggio di corrente attraverso il corpo dell'animale, provocandone la morte per scarica elettrica. In numerosi casi la scarica è talmente intensa da incendiare istantaneamente il piumaggio del volatile che, precipitando al suolo ancora in fiamme, può trasformarsi in un elemento di innesco per gli incendi. Tali eventi si verificano frequentemente in aree rurali e impervie, rendendo particolarmente difficoltose le operazioni di avvistamento e di primo intervento.

L'elettrocuzione rappresenta pertanto una duplice emergenza: da un lato costituisce una delle principali minacce per la conservazione di numerose specie di rapaci e altri uccelli di elevato valore conservazionistico; dall'altro configura un rilevante fattore di rischio per l'innesco e la propagazione degli incendi boschivi. I dati raccolti sul territorio regionale evidenziano la gravità del fenomeno. Nel solo ultimo trimestre del 2025 sono stati accertati in Sardegna i decessi per elettrocuzione di sette esemplari appartenenti a specie particolarmente protette: tre grifoni, due aquile del Bonelli, un'aquila reale e un astore sardo.

Si tratta di perdite estremamente rilevanti che rischiano di compromettere i risultati ottenuti grazie ai complessi e onerosi programmi di conservazione e ripopolamento realizzati nell'ambito dei progetti LIFE finanziati dall'Unione Europea. Anche nelle prime fasi della Campagna Antincendio 2026 sono già stati registrati diversi incendi riconducibili a fenomeni di elettrocuzione dell'avifauna, a conferma della necessità di adottare misure strutturali e uniformi a livello nazionale per la mitigazione del rischio.

(Unioneonline/v.f.)

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