Vietato stare male: pronto soccorso di Cagliari nel caos, ore da incubo per operatori e pazienti
Decine di ambulanze ferme, ospedali al collasso, non ci sono posti. Un pomeriggio infernale: per un codice rosso a Quartu arriva un mezzo da NuraminisCagliari e provincia, vietato stare male: i pronto soccorso sono nel caos, le ambulanze restano bloccate, sul territorio potrebbe non arrivare il mezzo del 118 perché quelli disponibili sono fermi in ospedale. E capita che per un codice rosso a Quartu, quindi un caso grave, debba correre un equipaggio da Nuraminis.
Questo lo stato di salute (pessimo) della sanità nel capoluogo della Sardegna, all’ora di pranzo del 14 gennaio del 2026. «Sembra di essere tornati ai tempi del Covid», dice un soccorritore di lungo corso che preferisce restare anonimo: l’ambiente ultimamente è dominato da tensioni e chi si è esposto per segnalare la situazione drammatica ha ricevuto telefonate infuriate dai piani alti della Regione.
Per chi è costretto a trascorrere ore e ore in attesa che il paziente venga preso in carico, per chi lavora nei pronto soccorso e, soprattutto, per i sardi che necessitano di cure, parlano i numeri. Impietosi. Che, tra l’altro, non forniscono nemmeno il quadro completo.
La situazione, quando il pomeriggio è appena iniziato, è esplosiva al Santissima Trinità: un codice rosso preso in carico (non quello di Quartu, che per fortuna è stato declassato a giallo ma, comunque, non è ancora stato visitato), 16 codici arancioni in visita, sette in arrivo, altri cinque che aspettano che qualcuno dica loro cosa hanno. Dieci invece i pazienti classificati come azzurri (l’ipotesi di attesa per loro è di oltre 11 ore) e otto verdi. Cinque i rossi gestiti al Brotzu, 11 gli arancioni e 17 gli azzurri. Al Policlinico poco cambia: tre rossi, 21 arancioni, 10 azzurri, 10 verdi.
Al netto dei casi meno gravi – che magari no sarebbero nemmeno dovuti arrivare in pronto soccorso – i tempi di attesa superano i limiti di legge. E la colpa non è certo di chi nei reparti di interfaccia degli tre ospedali ci lavora. Il caos ha iniziato a scatenarsi già dalla notte e i pazienti continuano ad arrivare a ciclo continuo. Dentro gli altri reparti non ci sono letti.
A Is Mirrionis cinque ambulanze di base e una Mike (quindi casi rilevanti) hanno dovuto attendere a lungo anche solo per il triage: fuori i mezzi sono una decina. Quattro di Cagliari poi da Sinnai, Elmas, Nuraminis, Monastir, Quartu e Domus de Maria.
Fin qui, quanto può emergere dai dati resi pubblici. Dentro la situazione è più ufficiosa: i pazienti che superano la porta del pronto soccorso restano su barelle – o in poltrona – anche per giorni. Sono decine, non vengono conteggiati nei monitoraggi del sistema regionale dell’emergenza-urgenza consultabili online. E quando arrivano nei padiglioni o reparti interni non è detto che per loro ci sia un posto. Come succede in Medicina 1, al Brotzu: le cure vengono somministrate in corridoio.
