Truffe sulle aste giudiziarie, decine di perquisizioni a Cagliari
Guardia di Finanza al lavoro, gli indagati sono almeno quindici: sotto accusa anche un dipendente del Comune. Una delle vittime si era tolta la vitaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Decine di perquisizioni della Guardia di finanza sono state effettuate tra ieri e oggi in tutta Cagliari nell'ambito di un'inchiesta su una presunta banda specializzata in truffe incentrate sulle aste giudiziarie. I militari del nucleo di polizia economico tributaria del comando di Cagliari stanno eseguendo le perquisizioni a carico di una quindicina di indagati a piede libero, tra i quali ci sarebbero anche un dipendente del Comune, un messo notificatore e un vigile urbano, sempre del comune di Cagliari.
Gli investigatori sono andati questa mattina negli uffici dell'assessorato allo sport, dopo essere stati nelle abitazioni del dipendente, per completare l'accertamento disposto dalla Procura. L'assessorato guidato dall'avvocato Giuseppe Macciotta risulta del tutto estraneo alla vicenda.
L'inchiesta, che a dicembre vedeva una quindicina di fascicoli che sono stati tutti accorpati al pubblico ministero Enrico Lussu, riguarda dunque una lunga serie di raggiri che hanno visto come vittime persone che cercavano di acquistare case o auto a prezzi vantaggiosi, beni che però si sono rivelati un miraggio. Almeno una dozzina le denunce presentate, che hanno indotto la Procura di Cagliari ad aprire vari fascicoli poi concentrati tutti nelle mani del pm Lussu, componente del gruppo che si occupa di reati di natura economica.
I querelanti avrebbero dato ai presunti truffatori caparre per migliaia di euro, salvo scoprire che i documenti che avevano consultato tramite una fantomatica agente erano completamente falsi. Una delle vittime sarebbe anche arrivata a togliersi la vita, mentre una seconda è stata salvata all'ultimo da un familiare. Per il momento non si conoscono ancora i contorni dell'inchiesta, che dunque in questi due giorni è esplosa con svariate perquisizioni nelle abitazioni degli indagati.
Movimenti degli inquirenti che hanno suscitato molti interrogativi in Municipio. E le voci sono messe a tacere dall’assessore Macciotta: «Volevo rassicurare lo sparuto gruppo di consiglieri di opposizione che si sono maliziosamente interessati a questa vicenda», spiega, «che si tratta di una indagine che riguarda alcuni dipendenti dell’amministrazione per fatti che concernono la loro vita privata ed alla quale l’assessorato che mi onoro di rappresentare è ovviamente del tutto estraneo».
