«Diritti, lavoro e dignità». Con queste parole lavoratrici e sindacati sono scesi questa mattina in piazza Palazzo a Cagliari per lo sciopero generale dedicato ai diritti delle donne promosso dalla Cgil.

Bandiere e cartelli hanno animato il presidio, organizzato all’indomani della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, per ribadire il legame tra autonomia economica e contrasto alla violenza di genere.

I dati raccontano una disparità ancora marcata: in Sardegna il tasso di occupazione femminile è 14 punti più basso rispetto a quello maschile (50% contro 64%) e il part-time coinvolge oltre il 50% delle donne, contro il 28% degli uomini. A questo si aggiunge un divario salariale che può arrivare fino a 8 mila euro l’anno, soprattutto nei settori del terziario, del turismo e della ristorazione, dove la presenza femminile è più alta.

Al presidio erano presenti il segretario regionale della Cgil Sardegna Fausto Durante, la segretaria generale della Filcams Cgil Sardegna Nella Milazzo e Francesca D’Agostino della Flc Cgil.

Dai partecipanti sono arrivate anche critiche alle politiche del governo su lavoro, maternità e diritti, con l’appello a rafforzare le misure per l’occupazione femminile e per la conciliazione tra lavoro e vita familiare.

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