Assolta con formula piena. Alessandra Zedda, ex assessora all’industria con Forza Italia e ora consigliera comunale di Cagliari con Lega-Anima Sardegna, è stata scagionata in Tribunale a Cagliari nel processo sulla presunta tangente da 80 mila euro legata al fondo Ingenium. 

A chiedere l’assoluzione di Zedda (assistita dall’avvocato Agostinangelo Marras) erano stati i pm Emanuele Secci e Diana Lecca, con un colpo di scena durante la requisitoria di ottobre. 

A pagare la presunta tangente – che viene negata con forza dalle difese anche degli altri imputati, per i quali è scattata la prescrizione – sarebbe stato Flavio Mallus, l’amministratore della Fm Fabbricazioni Metalliche, che ha patteggiato 4 anni e mezzo di reclusione (anche per bancarotta). A seguito della mazzetta, sempre secondo la ricostruzione dei due pm, l’imprenditore sarebbe stato salvato dal fallimento con 750 mila euro di soldi pubblici riferiti al Fondo Ingenium. Ma Zedda con l’operazione non c’entrava nulla. 

«Fine di un incubo di una innocente che ha sempre agito con responsabilità correttezza e rispetto delle istituzioni,  giudici e pubblici ministeri che hanno riconosciuto la mia innocenza con attenzione e competenza», è il commento della diretta interessata, «grazie in particolare al mio avvocato che mi ha difeso e sostenuto con altissima professionalità e dedizione».

(Unioneonline)

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