Il Brotzu ha un nuovo reparto di Obi (Osservazione breve intensiva del pronto soccorso) e un nuovo servizio di Aferesi. 

«Rafforziamo in modo concreto la rete dell’emergenza-urgenza, riducendo i tempi di attesa dei ricoveri e, quindi, la pressione sui reparti. Inoltre, con il servizio di Aferesi investiamo sulle strutture logistiche moderne per ampliare l’uso delle terapie più innovative a sempre più giovani sardi», ha dichiarato nella sua veste di assessora alla Sanità Alessandra Todde, che poi ha aggiunto: «È un risultato importante che coniuga appropriatezza organizzativa, qualità clinica e diritto alla cura. Ci avviciniamo a un obiettivo impensabile fino a poco tempo fa: evitare ai giovani pazienti talassemici di effettuare trasfusioni periodiche».

Il Pronto soccorso del Brotzu

«L’Obi rappresenta un tassello strategico nella riorganizzazione dei percorsi di emergenza-urgenza», ha aggiunto il direttore generale del’Arnas, Maurizio Marcias,  «consente una gestione più efficiente dei tempi di attesa dei ricoveri, riduce la pressione sui reparti di degenza e aumenta la sicurezza clinica, grazie a un monitoraggio strutturato e multidisciplinare. Parallelamente, il potenziamento del Servizio di Aferesi consolida il ruolo dell’azienda nell’ambito delle terapie ad alta complessità, dalla plasmaferesi terapeutica alla raccolta di cellule staminali per Cat-T e terapia genica. Si tratta di investimenti mirati che qualificano ulteriormente la nostra offerta assistenziale, riducono la mobilità sanitaria e rafforzano la capacità del sistema regionale di garantire prestazioni di alta specialità ai cittadini sardi». 

Gli interventi, avviati nel dicembre 2024, hanno comportato un investimento complessivo di circa un milione di euro e rafforzano l’offerta assistenziale del principale centro ospedaliero regionale.

Il nuovo Obi (Osservazione Breve Intensiva), afferente al Pronto Soccorso diretto da Fabrizio Polo, dispone attualmente di sei posti letto, con un ulteriore incremento previsto nei prossimi mesi. La struttura consente di sottoporre i pazienti a un periodo di osservazione clinica monitorata, evitando ricoveri impropri.

In questo modo è possibile seguire l’evoluzione del quadro clinico senza interessare i reparti di degenza o l’area di emergenza-urgenza. Il rinnovato servizio di Aferesi, afferente al Centro di Immunoematologia e Trasfusionale diretto da Giulia Fadda, è stato adeguato agli standard assistenziali più avanzati e rafforza un’attività strategica a livello regionale.

Il servizio è strategico soprattutto per i giovani pazienti sardi affetti da talassemia, in particolare fino ai 35 anni, e consente di incrementare l’attività terapeutica evitando la mobilità sanitaria. Sono già due i primi pazienti giovani sottoposti a raccolta di cellule staminali per terapia genica, uno proveniente da Ozieri e uno da Carbonia. Ulteriori trattamenti sono già calendarizzati.

(Unioneonline)

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