Nuovo stadio di Cagliari: «In settimana la controproposta del Comune sul canone»
L’assessore allo Sport, Macciotta: non bastano 50mila euro l’anno, esperto esterno al lavoro. Farris (CiviCa24): «Il problema c’è e non si può risolvere»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In corso c’è «un approfondimento» da parte di «un qualificato esperto nel settore» le cui risultanze «saranno rese note nei primi giorni della prossima settimana», ossia quella in corso, «e ci consentiranno di formulare una congrua e seria controproposta alla società fondata sulla normativa in vigore e sulla prevalente interpretazione giurisprudenziale». Il prezzo non è giusto e il Comune di Cagliari ha fatto ricorso a un professionista esterno per stabilire a quanto debba ammontare il canone di concessione da proporre al Cagliari calcio per la realizzazione del nuovo stadio.
Il particolare emerge da una risposta che l’assessore allo Sport, Giuseppe Macciotta, ha dato nel denso dibattito con il consigliere comunale d’opposizione Giuseppe Farris, che venerdì mattina ha depositato una relazione che elenca tutti i punti in ombra del rapporto tra amministrazione e Cagliari calcio.
Se su diritto di superficie e gestione dei parcheggi i due interlocutori (Comune e club) sembrano aver trovato un accordo (eliminata la possibilità di ipoteca sul primo, gratuiti i secondi) è rimasto lo scoglio del canone. La società rossoblù vuole versare appena 50mila euro l’anno (la somma è riportata nell’ultimo Piano economico finanziario) e pare non voglia mettere un centesimo in più perché il castello finanziario non reggerebbe. Il Comune (la Giunta, perché il Consiglio non è stato coinvolto) chiede di più. Quanto? Lo stabilirà l’esperto. E sulla base delle sue valutazioni l’esecutivo cittadino stilerà una delibera da approvare e portare all’attenzione del Consiglio. «Certamente l’entità del canone verrà considerevolmente implementata», assicura Macciotta.
Farris replica: «L’assessore ammette che 50.000 euro l’anno non sono congrui. Ma non dice a quanto dovrebbe ammontare. Tradotto: il canone è troppo basso, però se lo alziamo davvero il piano non regge. È una posizione interessante: il problema c'è, ma non si può risolvere».
Enrico Fresu
