No al diritto di superficie e canone troppo basso: in Comune gli scogli per il nuovo stadio di Cagliari
L’assessore allo Sport, Giuseppe Macciotta: «Criticità che se non sanate non permetteranno l’adesione al Pef da parte dell’amministrazione». Farris (CiviCa24): «Consiglio esautorato». La replica: «Procedure rispettate»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Diritto di superficie che non può essere concesso e canone proposto che risulta troppo basso: sono gli scogli sui quali si è incagliata la procedura che dovrebbe portare alla realizzazione del nuovo stadio di Cagliari. Gli ostacoli sono stati messi in luce dall’assessore comunale allo Sport, Giuseppe Macciotta, che ha risposto a due interrogazioni sullo stato di avanzamento dell’iter alla luce del deposito, a dicembre, del piano economico finanziario da parte del Cagliari calcio. Un documento che parla di una spesa complessiva di oltre 218 milioni di euro che passerebbe dalla concessione alla società, da parte del Comune, di un diritto di superficie cinquantennale sull’area del futuro Gigi Riva, a fronte del versamento di 50mila euro all'anno.
«Evidenti criticità», spiega l’esponente della Giunta Zedda, «che, qualora non sanate, si porranno come ostative all’adesione da parte del Comune al Pef». Il rischio? Una battuta d’arresto.
Macciotta, in risposta al consigliere comunale d’opposizione Giuseppe Farris (Civica24) ha spiegato che l’ipotesi di un diritto di superficie – che sarebbe utile al club per la trattativa con le banche – «non appare in alcun modo compatibile con l’interesse pubblico perseguito, determinando di fatto una indisponibilità da parte del Comune dell’area e del sovrastante». La proprietà del compendio, si legge ancora nella risposta dell’assessore, «tornerebbe nella disponibilità del Comune solo dopo 50 anni, con il potenziale pregiudizio derivante dalla possibile esposizione dello stesso ad iniziative espropriative da parte dei soggetti finanziatori a favore dei quali potrebbe essere concessa una garanzia ipotecaria».
Il Comune, secondo quanto affermato da Macciotta, opta solo per una «concessione d'uso» e vuole restare proprietario dell’area. E comunque quello di 50mila euro l’anno è un canone da rivedere al rialzo.
Due nodi intricati che dovranno essere sciolti al più presto.
Farris ha accusato la Giunta di scarsa trasparenza: «Il Pef andava, tempestivamente trasmesso al Consiglio Comunale, organo competente per l'esame. E, invece, cosa fa la Giunta? Se lo trattiene da un paio di mesi, avvia un' istruttoria in beata solitudine, interloquisce direttamente con il proponente. Risultato? In Consiglio arriverà un Pef preconfezionato dalla Giunta, non quello depositato dal Cagliari Calcio. Questa non è collaborazione istituzionale», conclude l'esponente dell’opposizione, «è uno scavalcamento dell'assemblea cittadina».
A questa obiezione Macciotta risponde indirettamente in replica a una interrogazione del consigliere comunale di maggioranza Boero: «La verifica preliminare del Pef è di competenza esclusiva del responsabile del procedimento e della giunta e non del consiglio comunale ,che interviene esclusivamente sulla dichiarazione di pubblico interesse», ha spiegato l’assessore, «Quindi nessuna pretermissione del consiglio comunale ma il rispetto delle norme. L’amministrazione comunale non consentirà la concessione del diritto di superficie e insisterà per un canone concessorio più congruo».
