«Una situazione drammatica, che dovrebbe far inorridire qualunque Amministrazione sanitaria». È durissima la denuncia delle segreterie territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Fials sulle condizioni della Struttura complessa di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Ospedale Microcitemico di Cagliari, accorpata all'Arnas Brotzu dal primo gennaio 2026. I sindacati parlano di un reparto ormai vicino al collasso operativo, tra carenze di organico, condizioni di sicurezza inadeguate e una pressione assistenziale sempre più difficile da sostenere. Nel mirino finisce anche la Direzione generale dell'azienda sanitaria, accusata di non aver dato risposte nonostante i ripetuti allarmi delle associazioni, dei rappresentanti dei lavoratori e la denuncia formale della Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, Anna Cau.

A fotografare la gravità della situazione sono innanzitutto i numeri delle aggressioni al personale. Nei primi dieci mesi del 2026, riferiscono Cgil, Cisl e Fials, sono state registrate 23 segnalazioni di episodi di violenza fisica, che nella quasi totalità dei casi hanno coinvolto infermieri e operatori sociosanitari. «Aggrediti con morsi, graffi, calci e pugni nello svolgimento del lavoro quotidiano», denunciano le organizzazioni sindacali, secondo cui le condizioni minime di sicurezza all'interno del reparto non sarebbero garantite.

Tra le criticità segnalate ci sono i sistemi di videosorveglianza, definiti obsoleti, inefficienti e caratterizzati da numerosi punti ciechi, soprattutto nelle ore notturne. Anche le richieste di installazione di porte antieffrazione con visiva, a protezione della guardiola infermieristica e delle camere destinate ai pazienti acuti, sarebbero rimaste senza risposta.

A rendere ancora più difficile il lavoro degli operatori è il sovraffollamento. La degenza ordinaria, secondo quanto riferito dai sindacati, registra costantemente tassi di occupazione superiori al 100%, una condizione che riguarda anche il Day Hospital. Una pressione assistenziale che si somma a una carenza di personale sempre più pesante.

Sul fronte infermieristico mancherebbero almeno cinque unità rispetto al fabbisogno minimo, fissato in dodici operatori. Se all'inizio dell'anno la turnazione poteva contare su dieci infermieri, oggi sarebbero rimasti in servizio soltanto in otto, con la prospettiva di scendere a sette a gennaio 2027. «La contrazione dell'organico ha fatto impennare la media oraria per dipendente oltre i limiti della sostenibilità psicofisica», sostengono Cgil, Cisl e Fials, denunciando anche l'impossibilità di programmare regolarmente ferie e riposi contrattuali.

A complicare ulteriormente il quadro è la sospensione dei pagamenti e del rinnovo delle prestazioni aggiuntive, motivata dall'azienda con la mancata disponibilità di fondi regionali deliberati. Una decisione che, secondo i sindacati, impedisce anche di reclutare personale di supporto da altri reparti.

La crisi, aggiungono, riguarda anche le altre figure professionali. L'organico dei medici strutturati sarebbe inferiore di almeno due unità rispetto alle necessità, mentre manca completamente il Tecnico della riabilitazione psichiatrica (Terp), figura che i sindacati considerano fondamentale ma che non sarebbe stata inserita nei piani di fabbisogno. A fronte dell'intero volume di pazienti, inoltre, sarebbe presente una sola educatrice.

Le conseguenze, avvertono le organizzazioni sindacali, ricadono inevitabilmente anche sulle famiglie dei minori ricoverati, costrette a sopperire alle carenze assistenziali e a gestire direttamente i propri figli durante la degenza. «Vengono letteralmente abbandonate in reparto e chiamate a compensare le deficienze strutturali dell'ospedale», è l'accusa.

Da qui la richiesta di un intervento immediato ai vertici della Regione. «Basta alle scuse e al rinvio delle soluzioni in nome di futuri progetti o riorganizzazioni a lungo termine», scrivono i sindacati, che chiedono un'assunzione di responsabilità di fronte ai rischi per i lavoratori e per i piccoli pazienti. L'appello è rivolto direttamente alla presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, chiamata a intervenire con urgenza. A firmare la denuncia sono Carlo Marras per la Cgil, Guido Sarritzu per la Cisl e Paolo Cugliara per la Fials.

(Unioneonline)

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