Ha regalato momenti di svago e divertimento a generazioni di cagliaritani. Nel secondo dopoguerra Antonio Steinhaus, morto ieri all’età di 81 anni, ha creato un vero e proprio “paese di balocchi” al Poetto.

Un parco giochi, un mondo che è ancora lì, per illuminare i pomeriggi e le serate di tanti bambini e adolescenti. Dalle giostre per i più piccoli ai seggiolini volanti al bruco mela all’autoscontro alle sale giochi, un’ampia varietà di proposte che hanno unito padri e figli nel segno di un passaggio generazionale che non si è mai interrotto.

Per oltre mezzo secolo, Antonio Steinhaus, imprenditore e giostraio, ha incarnato l’antica e nobile tradizione degli spettacoli viaggianti: «Chi vive di spettacolo viaggiante - secondo un racconto consolidato - non sposta solo tendoni o carovane, ma sposta l'orizzonte della felicità».

Antonio Steinhaus da giovane

Lui ha messo radici in via Vulcano davanti allo stabilimento balneare Il Lido. Un padrone di casa sempre vigile e attento. Si è immerso nel mondo delle giostre ancora giovanissimo. Per destino familiare si è dedicato a un’impresa che ha sempre prodotto spensieratezza.

Negli anni Cinquanta era già al lavoro tra luci, motori elettrici, ingranaggi e strutture da montare e smontare. Con determinazione, passione e spirito di sacrificio, ha trasformato quella che era un'attività itinerante in un vero e proprio punto di riferimento sul lungomare.

Il passaggio di testimone nella gestione del “paese dei balocchi” è assicurato, la vita continua. La tradizione familiare non si ferma. Ma una luce si è spenta. Addio al signore del parco giochi e del mitico bruco mela, luogo di ricordi incancellabili che si riaccendono ogni volta che si passa davanti al mondo creato da Antonio Steinhaus.

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