La sfida del progetto Agorai: «Nato per contrastare lo stigma sulle malattie mentali»
L’iniziativa ha riunito in piazza del Carmine pazienti, familiari, operatori, associazioni e cittadini.La salute mentale passa anche attraverso le relazioni, gli spazi condivisi e la capacità di una comunità di accogliere le fragilità senza trasformarle in etichette. È questo il messaggio emerso a Cagliari durante l’evento “Agorai - Spazi per generare salute mentale”, l’iniziativa che nei giorni scorsi ha riunito in piazza del Carmine pazienti, familiari, operatori, associazioni e cittadini.
Promosso per il secondo anno dal Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze della Asl di Cagliari insieme all’assessorato comunale alle Politiche sociali, il progetto nasce con l’obiettivo di portare il tema del disagio psichico fuori dagli ambulatori e dai luoghi tradizionalmente dedicati alla cura.
Al centro del progetto c'è un approccio nel quale il percorso della persona non riguarda soltanto i servizi sanitari, ma coinvolge famiglie, scuole, istituzioni, associazioni e cittadini. Curare significa quindi anche costruire una rete capace di contrastare l’isolamento e offrire punti di riferimento nella quotidianità.
A raccontarne l’importanza sono stati alcuni ragazzi seguiti dal Centro di salute mentale di Cagliari. «Volevo ringraziare il Csm: ce la mettono tutta e, qualsiasi cosa ci serva, loro ci sono», ha spiegato uno di loro. Un’altra testimonianza ha sottolineato il valore della continuità: «Gli operatori del centro sono una presenza costante. Ci offrono qualcosa di solido su cui costruire il nostro percorso».
Accanto al tema dell’assistenza è emerso quello dello stigma, che ancora oggi rischia di definire una persona esclusivamente attraverso il suo disturbo. «Alla fine diventi una sorta di contenitore nel quale ogni persona che vive una situazione di disagio viene definita “matta”», ha osservato uno dei partecipanti.
A richiamare l’attenzione sulle difficoltà del sistema è stato il dottor Alessandro Coni, direttore della SC Csm di Cagliari 1 e fondatore del progetto. «L’Organizzazione mondiale della sanità ci dice che stiamo vivendo una grande emergenza. Le risorse economiche diminuiscono, sempre meno vanno nelle scuole, mentre negli ospedali mancano gli infermieri», ha spiegato.
«Anche per questo nasce Agorai - continua Coni - un progetto di psichiatria di comunità. Crediamo che il processo di cura e di guarigione debba avvenire nella comunità e con la comunità. È un progetto di contrasto allo stigma sulla malattia mentale e di sensibilizzazione dei cittadini e della politica. Anche in un centro di salute mentale possono nascere progetti che possono portare innovazione e attivare dei processi di cambiamento. In un momento così difficile non possiamo solo chiedere risorse ma anche metterci in gioco e trovare nuove soluzioni».
Il tema della salute mentale si lega anche a quello dell’accessibilità delle cure. «Combattiamo una sanità privata per pochi: la salute deve rimanere un servizio pubblico per tutti i cittadini. Anche questa è democrazia: uguaglianza e possibilità di curare se stessi e i propri figli, sia per chi è ricco sia per chi che per i poveri», conclude dottor Coni.
Alla manifestazione hanno preso parte anche diversi artisti, come la compagnia LucidoSottile, la band Panky Alma e i musicisti Claudio Saba e Samuele Coccu. Saba ha raccontato il proprio rapporto con il disagio psicologico: «Quando lo trascuri diventa una malattia, non prima. Ogni persona attraversa momenti di alti e bassi. Bisogna fermarsi, capire come ci si sente e lavorare con se stessi e con gli altri. Questo aiuta a contenere quei momenti e a gestirli meglio».
Una riflessione che riassume il significato dell’iniziativa: riconoscere il disagio prima che diventi isolamento e creare luoghi nei quali sia possibile parlarne, senza vergogna.
