Giorgino, 750 volontari ripuliscono la spiaggia: «Raccolte otto tonnellate di rifiuti»
Successo senza precedenti per i CleanUp Games 2026, gli organizzatori: «Una delle più grandi mobilitazioni ecologiste mai viste in Sardegna»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una marea di volontari ha invaso oggi Giorgino, trasformando quella che doveva essere una semplice operazione di pulizia della spiaggia in «una delle più grandi mobilitazioni ecologiste mai viste in Sardegna».
Sono infatti 750 le persone che hanno risposto all’appello lanciato dall’associazione ambientalista Rebelterra e partecipato alla terza edizione dei CleanUp Games, la gara di eco-attivismo che ha convertito uno dei litorali più compromessi del territorio cagliaritano nel teatro di un’azione collettiva senza precedenti.
A dare i numeri sono gli stessi organizzatori: «Studenti e studentesse, associazioni, aziende, scout, famiglie e cittadini di ogni età – rende noto l’associazione - hanno lavorato fianco a fianco per ore, raccogliendo oltre 8 tonnellate di rifiuti lungo il tratto costiero che dal Porto Canale arriva al pontile della Rumianca, sulla strada statale 195. Un risultato straordinario».
«La grande affluenza di oggi è il segno tangibile che qualcosa si sta smuovendo. Significa che la mentalità sta cambiando, le persone hanno voglia di partecipare, combattere il senso di impotenza che i dati sull’inquinamento generano», commenta Carola Farci, ideatrice dell’iniziativa.
Stefania Peddio, biologa marina e socia di Rebelterra, attesta: «Abbiamo assistito a una presa di posizione collettiva verso la tutela dell’ambiente che è stata potentissima. Giorgino non è un caso isolato: è una ferita aperta che rende evidenti le condizioni del Mediterraneo. Non si tratta solo di inciviltà, che pure esiste: le centinaia di nasse raccolte e le reti fantasma riportate a riva dalla mareggiata causata dal ciclone Harry ci dicono chiaramente che, per quanto la pesca industriale abbia effetti devastanti sugli ecosistemi marini, anche la piccola pesca deve diventare più sostenibile: il nostro rapporto con il mare deve cambiare».
(Unioneonline/A.D)
