Il 98% delle merci che entrano o escono dall’Isola viaggia sui traghetti: ogni impresa sarda paga un costo aggiuntivo fisso e permanente su ogni merce. Sia quelle importate, che quelle da esportare nel resto del mondo. Dipende dalla geografia. È il gap insulare. Nel 1999 la legge Attili istituì la continuità territoriale, che garantiva certezze nei collegamenti tra Sardegna e Penisola. Ma sul fronte delle merci quel provvedimento non è mai stato applicato.

Ora per superare il gap insulare scendono in campo le imprese dell’Isola. E nasce "Ambasciatori di Sardegna", un network di importanti aziende dell’Isola che per la prima volta hanno scelto di impegnarsi direttamente per ridurre e annullare il divario dell’insularità.

La presentazione si è tenuta venerdì 19 giugno a Cagliari, dalle 18, nella sala “Giorgio Pisano” dell’Unione Sarda (QUI IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE).

«La Sardegna sopporta costi strutturali aggiuntivi che limitano la competitività delle imprese, riducono la capacità di attrarre investimenti e contribuiscono all'emigrazione di molti giovani qualificati», spiega Pierpaolo Murgia, coordinatore della rete. L'appello è diretto: «Completare il percorso iniziato oltre venticinque anni fa, ottenendo il pieno riconoscimento del valore economico dello svantaggio insulare e delle conseguenti compensazioni».

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata