Un colpo mirato da centinaia di migliaia di euro, messo a segno questa estate nell’abitazione di una facoltosa famiglia cagliaritana. Con un errore gravissimo, un cappellino lasciato sulla scena del crimine, che ha messo gli investigatori sulle sue tracce.

La Polizia ha arrestato e posto ai domiciliari un cinquantenne del capoluogo con l’accusa di furto pluriaggravato, commesso con un complice che è ancora ignoto.

Gli agenti sono convinti che sia lui il responsabile di un colpo da circa 300mila euro messo a segno lo scorso 21 luglio: dall’abitazione della vittima sono stati sottratti diversi oggetti di valore, tra cui opere d’arte e beni di pregio.

Già le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte dagli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Cagliari,avevano messo gli investigatori sulle tracce del cinquantenne, ritenuto uno “specialista” dei furti in casa.

Il cappellino ha fatto il resto, la Scientifica che lo ha trovato all’interno della casa svaligiata ha isolato un profilo genetico che ha dato alle indagini la svolta decisiva: il Dna, infatti, è risultato pienamente compatibile con quello dell’indagato, che davanti al gip ha confessato consegnando spontaneamente sei quadri sottratti dall’abitazione.

E non sarebbe l’unico furto messo a segno dal 50enne, che lo scorso 6 agosto era stato già denunciato dagli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile per ricettazione: era stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto, assieme ad arnesi da scasso compatibili con altri colpi messi a segno durante l’estate, in un’escalation di episodi che aveva allarmato i cittadini.

Le indagini proseguono per individuare il complice.

(Unioneonline/L)

© Riproduzione riservata