Nuovo sopralluogo della polizia locale, nella serata di ieri, all’interno dell’ex scuola di via Euro, a La Palma, edificio mai entrato in funzione e da tempo occupato dal circolo culturale ricreativo del quartiere.

All’interno dei locali gli agenti hanno trovato soltanto il barista, nei cui confronti è stato redatto un verbale penale per occupazione abusiva.

Il circolo, realtà storica e ben radicata nel territorio, opera in stretta collaborazione con un’associazione impegnata nella distribuzione di derrate alimentari, svolge così un ruolo di forte impatto sociale non solo nel quartiere ma sull’intero territorio cittadino.

Una funzione che oggi rischia di essere compromessa dalla decisione dell’amministrazione comunale di rientrare in possesso dell’immobile.

«Questa amministrazione ha deciso di recuperare la scuola per destinarla finalmente alla didattica», spiega Massimiliano Piccoi, esponente dei Riformatori, che in queste settimane sta affiancando i gestori del circolo.

«È una scelta comprensibile – prosegue – ma se queste persone vengono mandate via, è doveroso individuare per loro una nuova sede. Ho già avviato un confronto con l’assessora Anna Puddu, che si è dimostrata molto attenta e sensibile a queste tematiche, e stiamo valutando insieme quale percorso intraprendere».

Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di individuare un altro spazio all’interno dello stesso quartiere.

Uno degli edifici ritenuti potenzialmente idonei è quello dell’ex Circoscrizione.

«Il problema – precisa Piccoi – è che l’immobile è di proprietà di Area. Qualora risultasse adatto, mi farò carico di affiancare il circolo nella richiesta di assegnazione diretta all’ente competente. Ribadisco la mia costante collaborazione con il Comune, attraverso l’assessora Puddu, con l’unico obiettivo di tutelare una realtà sociale di grande valore per il territorio».

Nel frattempo, il circolo culturale ricreativo di La Palma non intende arrendersi. Determinato a restare nel quartiere che lo ha visto crescere, non esclude la possibilità di organizzare una manifestazione pubblica nel rione per sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza della propria presenza e sulle ricadute sociali che una chiusura forzata potrebbe avere.

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