Crans Montana, la Fipe del Sud Sardegna: «Stop alle candele pirotecniche, regole severe contro gli abusivi»
Il presidente dell’associazione, Lele Frongia: «Sicurezza fondamentale, serve un confornto immediato tra Governo, Regione e imprenditori»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’eco della strage di Capodanno a Crans Montana è ancora forte e si fa sentire tra i gestori dei locali che devono garantire la sicurezza dei loro clienti. La Fipe Confcommercio Sud Sardegna rilancia con forza il tema richiamando imprenditori, istituzioni e organi di controllo a un’assunzione condivisa di responsabilità.
Un appello, si legge in una nota, che si inserisce nel solco di quanto deliberato a livello nazionale dal comitato direttivo dell’associazione, che si è riunito ieri a Roma: è stato ribadito come episodi drammatici, pur avvenuti in contesti normativi diversi da quello italiano, coinvolgano inevitabilmente il settore e richiedano una risposta responsabile, unitaria e strutturata.
«La sicurezza non è un adempimento burocratico, ma un valore fondante della nostra attività e un presupposto essenziale del rapporto di fiducia tra imprese, lavoratori e clienti», dichiara il presidente per il Sud Sardegna, Emanuele Frongia. «I fatti di Crans-Montana dimostrano che non si può mai abbassare la guardia: serve mantenere altissimo il livello di attenzione, prevenzione e consapevolezza, anche in un Paese come l’Italia che dispone di un quadro normativo già stringente e articolato».
In coerenza con l’indirizzo nazionale della federazione, l’associazione cagliaritana invita gli operatori dei pubblici esercizi dell’Isola «a evitare l’utilizzo delle cosiddette candeline pirotecniche all’interno dei locali, pratica che può trasformarsi in un grave fattore di rischio per l’incolumità delle persone».
Come imprenditori, prosegue Frongia, «abbiamo un dovere morale prima ancora che professionale. La sicurezza deve tradursi in comportamenti concreti, quotidiani e coerenti con le autorizzazioni, le capienze, l’organizzazione degli spazi e la gestione delle emergenze. Per questo sosteniamo la richiesta rivolta al Governo di valutare l’introduzione di un divieto esplicito sull’uso di questi dispositivi».
La Fipe sottolinea inoltre l’importanza di rafforzare la collaborazione con gli organi di controllo, affinché le verifiche abbiano anche una funzione preventiva e formativa, e di investire con continuità nella formazione di titolari e lavoratori, facendo crescere una cultura diffusa della prevenzione e della gestione dei rischi.
«È necessario aprire subito un confronto interistituzionale», conclude il presidente, «che coinvolga Governo, Regione, enti locali, associazioni di categoria e operatori del settore. Un dialogo strutturato e continuo che valorizzi il ruolo delle imprese che operano nel rispetto delle regole, contrasti con decisione abusivismo e irregolarità e promuova iniziative di sensibilizzazione, anche nelle scuole. Solo così potremo garantire uno sviluppo sano e sostenibile dei pubblici esercizi, mettendo davvero al centro la tutela delle persone e la legalità».
(Unioneonline)
