La truffa è saltata grazie al casuale ma provvidenziale arrivo del figlio della vittima, un’anziana di 86 anni che stava per consegnare i suoi averi a un uomo che si era qualificato come carabiniere. E i responsabili, due campani di 25 e 27 anni, sono stati arrestati grazie alle indagini della polizia e alla collaborazione di un complice cagliaritano, che ha fornito elementi utili alle indagini dopo essere stato trovato in possesso di oltre un chilo di gioielli. Gli agenti hanno anche scoperto che nelle ore precedenti erano stati messi a segno altri due colpi simili: uno ai danni di un sessantottenne, il giorno precedente e l’altro con vittima un ottantanovenne. 

I fatti che hanno permesso l’arresto sono accaduti a Cagliari e risalgono allo scorso 23 aprile. I malfattori, spacciandosi per carabinieri, si sono presentati a casa dell’ottantaseienne sostenendo che un parente fosse coinvolto in una rapina e che fosse necessario acquisire tutti i gioielli in casa per verificarne la provenienza. L’anziana, alla vista della divisa, stava per mettere tutto nelle mani di un finto militare. Ma in quel momento nell'abitazione è arrivato suo figlio: il truffatore, vedendolo, è scappato dopo aver rubato il cellulare della donna.    

Subito dopo è stata allertata la polizia. La squadra Mobile, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e la consultazione delle banche dati, hanno individuato il presunto autore: un pregiudicato di origine  napoletana, arrivato a Cagliari il 21 aprile insieme a un conterraneo. 

Consultate le liste d’imbarco è stato organizzato un controllo al porto. Qui è stato fermato un terzo uomo, un cagliaritano, trovato in possesso di circa 1,2 kg di monili in oro: erano il bottino degli altri due colpi andati a buon fine. Il cagliaritano ha deciso di parlare e ha permesso di individuare i due complici nell’area del porto.

Gli elementi raccolti, tra cui riconoscimenti fotografici, individuazione dei beni e dichiarazioni degli indagati, hanno consentito di delineare un quadro indiziario che ha portato alle accuse di estorsione aggravata, tentata estorsione, furto in abitazione e ricettazione. I due napoletani sono stati portati in carcere a Uta, per il complice sardo è scattata la denuncia per ricettazione. 

Enrico Fresu 

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