Quel carico non era dichiarato. La Msc Vega approdata al porto canale di Cagliari il 24 marzo, proveniente dal porto del Pireo in Grecia, avrebbe solo dovuto portare a bordo dei container vuoti, prima di ripartire, due giorni dopo, alla volta di Valencia, in Spagna. Ma il 25 Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza hanno ricevuto una segnalazione da parte dello studio legale Elsa Kiranmoyee Chaudhuri, per conto dell'Elsc (European Legal Support Center, organizzazione indipendente che difende e sostiene legalmente il movimento di solidarietà con la Palestina in Europa). L’ipotesi: «Un sospetto trasporto di materiali siderurgici (acciaio balistico dual use) potenzialmente suscettibili di impiego nell'industria militare israeliana». Subito è scattato il blocco. E undici container sono stati sequestrati, in attesa di giudizio.

Le dichiarazioni del Ministero 

A fare luce su una vicenda dai contorni finora poco chiari, per un possibile transito non autorizzato di materiale bellico a Cagliari, è la risposta del ministero dei Trasporti all’interrogazione del deputato del M5s Antonino Iaria, depositata con i colleghi sardi Mario Perantoni e Susanna Cherchi. Chiedevano lumi sui controlli e sul blocco della merce sospetta.

«A seguito della segnalazione», scrive il ministero, «l’Agenzia delle Dogane, con la Guardia di Finanza, ha avviato immediatamente gli accertamenti necessari. Le verifiche», si scopre, hanno portato «allo sbarco e al controllo in banchina di 11 container contenenti materiali siderurgici classificati come dual use». Quindi: civili e militari.

Il destino del materiale 

Ma che fine ha fatto la merce? Si trova in “ammissione temporanea” in un’area idonea del porto «e rimarrà custodita fino alle determinazioni dell'Uama, ossia l'autorità nazionale responsabile del controllo, esportazione, importazione e del transito dei materiali di armamento e prodotti dual use». L'effettiva natura del materiale e il suo utilizzatore finale, prosegue il ministero dei Trasporti, «potranno essere determinati soltanto quando, e se, il responsabile legale dell'operazione di transito presenterà specifica istanza all'Uama per ottenere la necessaria autorizzazione preventiva. Non è da escludere che quest'ultimo», viene sottolineato, «sulla base di eventuali istruzioni ricevute dallo speditore, possa decidere di sospendere le operazioni di transito e rimandare pertanto le merci al Paese di origine».

Il M5s in Parlamento 

«Sul caso dei container sospetti nel porto di Cagliari avevamo ragione a chiedere chiarezza», dichiarano in una nota i parlamentari M5S sardi Susanna Cherchi, Sabrina Licheri, Ettore Licheri e Mario Perantoni. «Parliamo di carichi su cui gravano dubbi seri, che in principio dovevano essere container vuoti, ma  abbiamo scoperto essere container legati al trasporto di materiali dual use e acciaio destinato potenzialmente all’industria militare, diretti verso Israele. Non è un dettaglio tecnico», sottolineano, «ma una questione seria che chiama in causa il rispetto della normativa italiana e degli obblighi internazionali, a partire dalla legge 185/1990. Le notizie emerse nei giorni scorsi, le segnalazioni di sindacati e associazioni e i controlli già avviati dalle autorità dimostrano che i dubbi erano tutt’altro che infondati». 

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