È negativo l’esito degli esami, effettuati allo Spallanzani di Roma, sul campione di sangue prelevato al cittadino italiano 46enne, originario del Congo, per il sospetto caso di Ebola in città, dopo che l’uomo è atterrato a Elmas, proveniente da Roma e da un viaggio a Kinshasa, con febbre alta, cefalea e altri sintomi riconducibili alla malattia.

A renderlo noto è il Ministero della Salute, che precisa come «il rischio in Italia resta molto basso».

In città si tira dunque un sospiro di sollievo, con l’uomo che resta comunque sotto stretta osservazione al Santissima Trinità.

La chiamata al primario del reparto Malattie infettive dell'ospedale Santissima Trinità, Goffredo Angioni, era arrivata ieri alle 2 del mattino. La moglie del 46enne, che ora si trova in isolamento in casa monitorata dalla Asl, vista la condizione del marito e la provenienza da un’area in cui è diffusa l’Ebola, chiedeva aiuto. Quindi è scattata la macchina dell’emergenza ma l’uomo, residente in via Manno, è stato recuperato dai soccorritori solo nel pomeriggio, attorno alle 15:30, per poter organizzare il trasporto con mezzi e personale adatto e per predisporre gli spazi dedicati.

Il 46enne non è stato bloccato a Fiumicino per una prima valutazione sanitaria da parte degli Uffici di sanità di frontiera, come indica il protocollo del ministero, perché nel lungo viaggio aveva fatto scalo anche al Cairo, dunque, risultava in arrivo dall'Egitto.

Nel frattempo, dopo il ricovero, il paziente è sotto stretto monitoraggio e le sue condizioni sembrano comunque buone

Ulteriori dettagli negli articoli di Cristina Cossu e Francesco Pinna su L’Unione Sarda in edicola e sull’app L’Unione Digital

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