Un sit-in a sostegno di Maja T e contro quella che viene definita la criminalizzazione dell’antifascismo in Europa.

È l’iniziativa in programma giovedì 15 gennaio, dalle ore 10, in piazza Gramsci, a pochi passi dal consolato ungherese di via Sonnino.

A promuovere il presidio sono il Comitato Arci Sud Sardegna e l’associazione Arci Memoratu, che chiedono attenzione sul caso di Maja T, persona non binary detenuta in Ungheria da oltre 530 giorni nell’ambito di un procedimento giudiziario attualmente in corso a Budapest. La sentenza è attesa per il 22 gennaio 2026.

Secondo gli organizzatori, le condizioni di detenzione sarebbero particolarmente restrittive: isolamento prolungato, controllo costante e limitazioni nei contatti e nell’accesso alle cure sanitarie.

Elementi che, insieme alla mancanza di prove ritenute sufficienti per una condanna, solleverebbero interrogativi sul rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie democratiche.

Le associazioni promotrici denunciano un uso sempre più repressivo del diritto penale in Ungheria, dove l’antifascismo verrebbe trattato come un reato e il dissenso politico delegittimato.

Un quadro che, sottolineano, assume particolare rilevanza perché riguarda un Paese membro dell’Unione Europea.

Nel mirino anche il governo guidato da Viktor Orbán, accusato di comprimere le libertà civili e di esercitare un controllo crescente sulle istituzioni. Una deriva che, secondo Arci, non può essere considerata una questione interna, ma riguarda l’intero spazio europeo.

Il presidio è aperto alla partecipazione di cittadine e cittadini, associazioni e realtà sociali e culturali. Hanno già annunciato la loro adesione l’Associazione Arci Cagliari e l’Anpi, sezione di Cagliari.

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