Sei posti letto al Brotzu per i piccoli pazienti critici. Passo aventi verso l'attivazione della Terapia Intensiva Pediatrica (Tip) della Sardegna. La giunta regionale ha assegnato all'Arnas Brotzu 1 milione e 605 mila euro per la realizzazione e l'attivazione di una struttura da sei posti letto all'ospedale San Michele di Cagliari. Le risorse saranno destinate all'acquisizione delle dotazioni tecnologiche, degli arredi e agli allestimenti necessari per rendere operativa la nuova struttura. Il finanziamento trova copertura nel bilancio regionale 2026-2028 e sarà erogato secondo il cronoprogramma procedurale e finanziario dell'intervento.

La nuova Terapia Intensiva Pediatrica sarà dedicata alla gestione completa del bambino in condizioni critiche, dalla stabilizzazione iniziale al trattamento intensivo e, quando necessario, al trasferimento verso altre strutture specialistiche. Tra le funzioni previste figurano la gestione delle principali patologie critiche pediatriche, il supporto alle attività chirurgiche ad alta complessità e la continuità dei percorsi di emergenza-urgenza.

«Con questo passo», dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, «diamo gambe ad un progetto strategico per la sanità sarda. La Terapia Intensiva Pediatrica consentirà di rafforzare in maniera significativa la capacità di assistenza per i bambini che necessitano delle cure più complesse, costruendo percorsi specialistici sempre più completi e integrati».

L'attivazione della Tip si inserisce nel più ampio progetto dell'"Ospedale dei Bambini", individuato dal programma regionale di sviluppo 2024-2029 come polo pediatrico altamente specializzato, destinato ad aggregare le competenze dell'area materno-infantile e a svolgere una funzione di coordinamento della rete pediatrica regionale. L'obiettivo è costruire al Brotzu un polo pediatrico regionale capace di concentrare professionalità, tecnologie e percorsi ad alta complessità. «Vogliamo che le famiglie sarde possano trovare nell'Isola risposte assistenziali sempre più avanzate, riducendo per quanto possibile la necessità di rivolgersi a strutture fuori dalla Sardegna», spiega ancora la presidente Todde.

(Unioneoline)

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