Blackout al pronto soccorso del Santissima Trinità, a Cagliari: niente corrente, luci di emergenza accese e apparecchiature in funzione solo grazie alle batterie. La Tac no, per quella bisogna andare in un altro padiglione. I pazienti, dalla sera di lunedì,  vengono assistiti solo grazie al grande lavoro di medici, infermieri e operatori socio sanitari.

Il caos a catena

Ma tra le competenze non c’è quella che permette di compiere miracoli. Così per affrontare le urgenze al Santissima Trinità si fa quello che si può. Per il resto c’è il dirottamento dell’utenza negli altri due pronto soccorso operativi in città, al Policlinico e al Brotzu, dove fin dalle prime ore della giornata si è registrato un iperafflusso che sta mettendo in crisi anche quelle strutture, sotto pressione anche senza il blackout. Più pazienti significano più posti letto ai quali destinarli. Il punto è che non ci sono. La conseguenza: sofferenza e attese che non sono definibili. 

La primaria

«Siamo medici, i pazienti li possiamo visitare, possiamo fare terapia. Ma la diagnosi è chiaramente non supportata dalla tecnologia o, quantomeno, molto ritardata», spiega la primaria del reparto di emergenza urgenza del Santissima, Anna Laura Alimonda, «diciamo che stiamo lavorando in una situazione di grossissimo disagio, però noi le risposte cerchiamo sempre di darle, nei limiti del possibile». 

Il sindacalista

Ci va giù più duro Paolo Cugliara, segretario provinciale della Fials, che conosce ogni angolo dell’ospedale cagliaritano e, se non tocca con mano direttamente, viene informato nel dettaglio dai lavoratori: «Questo blackout è andato avanti a lungo, ma le interruzioni di corrente al pronto soccorso sono frequenti in modo preoccupante. Nella notte i pazienti sono stati trasferiti, al freddo, in Radiologia per poter effettuare degli esami diagnostici. Non è accettabile», prosegue Cugliara, «come non è pensabile addossare agli operatori rischi enormi per inefficienza di sistemi sui quali nessuno interviene. La Asl 8 è da tempo senza un direttore generale. Il blackout è una delle conseguenze di una totale incapacità gestionale. E l’assessora alla Sanità dove è? Todde, dove è?». 

Intanto i parenti dei pazienti sono esasperati: le testimonianze nel video di Teresa Piredda. 

  

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