Batterie scariche e pullman elettrici fermi, disagi per i passeggeri. Il Ctm: «Al lavoro sul sistema di ricarica»
Il sindacato Orsa denuncia i problemi sui nuovi mezzi utilizzati a Cagliari. L’azienda: «Stiamo investendo sul futuro»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Corse soppresse, ritardi e di conseguenza disagi per i passeggeri che viaggiano a bordo degli autobus Ctm. Un problema segnalato da diversi utenti e che riguarderebbe i nuovi autobus elettrici da poco entrati in servizio.
La denuncia arriva dal sindacato Orsa: «Mentre i vertici di Ctm e le amministrazioni locali celebrano l'ingresso in servizio dei nuovi bus elettrici Iveco E-Way, la realtà quotidiana per gli utenti del trasporto pubblico locale è un bollettino di guerra fatto di corse saltate, ritardi cronici e tempi di lunghe attese sotto il sole cocente» afferma dalla segreteria Marco Cadau in una nota.
«La transizione energetica tanto sbandierata dall'azienda si sta scontrando con una drammatica impreparazione strutturale. I nuovi mezzi rimangono fermi nei depositi per l'impossibilità di completare i cicli di ricarica nei tempi previsti o rientrano in deposito, per ricarica, con la conseguenza di non esercitare il servizio come pianificato attraverso il contratto con la Regione».
«I continui rientri in deposito dei bus elettrici per cause legate alle batterie scariche – prosegue -, stanno creando centinaia di soppressioni di corse che producono non solo un danno all’utenza ma all’intera azienda. Le ricariche esterne tanto decantate ancora non esistono e dalle dichiarazioni del Ctm addirittura si parla del 2027. In deposito risultano 18 colonnine di ricarica di cui 4 non funzionanti e risultano insufficienti per ricaricare tutti i bus elettrici».
La replica del Ctm
Il Ctm fa sapere che «su una media di circa 3.600 corse effettuate ogni giorno, alcune sono state cancellate o hanno subito ritardi a causa di criticità nell'infrastruttura di ricarica, non ancora pienamente operativa per sostenere l'intera flotta».
«Le corse saltate e i ritardi di questi giorni sono un problema e ci assumiamo la responsabilità nei confronti dei nostri passeggeri, ai quali dobbiamo un servizio affidabile ogni giorno, indipendentemente dalla tecnologia dei mezzi», esordisce il presidente Fabrizio Rodin, che prosegue: «Dobbiamo essere altrettanto chiari sul perché stiamo affrontando questa transizione: una flotta diesel con mezzi vicini al milione di chilometri avrebbe garantito minore variabilità nel breve periodo, ma ci avrebbe lasciato con un parco mezzi obsoleto, più inquinante e privo di accesso ai fondi Pnrr che oggi ci consentono di rinnovarlo».
Il problema non è aver scelto l'elettrico, dice Rodin, ma «è che l'infrastruttura di ricarica non è stata ancora completata al ritmo necessario a sostenerlo. Su questo stiamo intervenendo con scadenze precise, non con rassicurazioni generiche. Ringrazio il personale viaggiante e i tecnici, che stanno gestendo questa fase con turni e condizioni di lavoro rese ancora più complesse dalle temperature eccezionali di questi giorni. Chiediamo scusa ai nostri passeggeri per i disagi subiti e stiamo lavorando perché siano temporanei».
(Unioneonline/A.D)
