Cento sindaci e tremila iscritti di Coldiretti in piazza, in viale Trento a Cagliari, per il grande corteo organizzato dall’associazione per il futuro della Sardegna che produce e per chiedere risposte alle istituzioni sulle principali emergenze che stanno mettendo sotto estrema pressione il sistema agricolo regionale.

In particolare, ha spiegato il direttore di Coldiretti Luca Saba prima della partenza del corteo, si chiede lo sblocco delle pratiche per la Pac.
«Tra piogge e rincari del gasolio e dei concimi, pensiamo che serva liquidità per le aziende».

Per la precisione, Coldiretti chiede «lo stanziamento di quaranta milioni già nella prossima variazione di bilancio, ma anche un Intervento sulla continuità delle merci e una politica chiara sull’acqua».

Il corteo, con in testa una ventina di trattori, partito da viale Trento ha percorso viale Trieste e via Roma fino al palazzo del Consiglio regionale per un sit-in e l’incontro tra una delegazione Coldiretti e il presidente del Consiglio regionale con i capigruppo.

I TEMI – Tra i temi portati dai manifestanti anzitutto la gestione delle risorse idriche: in Sardegna il settore agricolo utilizza circa 500 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, ma le perdite delle reti arrivano fino al 50%, un dato che secondo Coldiretti dimostra la necessità di una programmazione strutturale con nuovi invasi, interconnessione dei bacini e investimenti per ridurre le dispersioni.

Al centro della mobilitazione anche il tema dei trasporti e dell’insularità, con le imprese agricole che negli ultimi cinque anni hanno visto crescere i costi logistici fino al 50%, un peso che riduce la competitività delle produzioni sarde sui mercati nazionali ed europei. Tra le altre questioni rilanciate anche la gestione dell’emergenza fauna selvatica, che sta provocando danni sempre più gravi alle coltivazioni e agli allevamenti, la difesa delle produzioni sarde contro i prodotti esteri spacciati per locali, la revisione del codice doganale europeo e l’applicazione reale del principio di reciprocità negli scambi commerciali, affinché chi esporta in Europa rispetti gli stessi standard ambientali, sanitari e di sicurezza richiesti alle imprese europee.

La richiesta di Coldiretti alle istituzioni regionali è di interventi concreti, tempi certi e politiche capaci di rafforzare il settore primario dell’isola.

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