Rendere più accessibile il mercato degli affitti e offrire maggiore trasparenza a proprietari e inquilini. Lo prevede il nuovo accordo territoriale per gli affitti a canone concordato nel Comune di Cagliari presentato oggi.

È stato sottoscritto lo scorso 26 marzo dalle principali organizzazioni dei proprietari (Apci, Confedilizia Asppi, Uppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat), sostituisce quello in vigore dal 2018 e introduce regole aggiornate per i contratti a canone agevolato “3+2”, per i contratti transitori e per quelli destinati agli studenti universitari.

«Il nuovo protocollo  – rende noto il Comune – tiene conto delle specificità del mercato immobiliare cittadino, attraverso una suddivisione del territorio in zone omogenee e “microzone”, alle quali corrispondono fasce di oscillazione dei canoni. I valori vengono determinati sulla base di criteri oggettivi: ubicazione, stato dell'immobile, dotazioni, efficienza energetica e servizi presenti nel quartiere. Un sistema pensato per evitare arbitri e per riportare regole chiare in un settore spesso “dopato” e segnato da irregolarità».

Spazio anche alle agevolazioni fiscali previste per chi sceglie il canone concordato: cedolare secca con aliquota ridotta e Imu agevolata, a fronte di affitti più bassi rispetto ai prezzi di mercato. Un meccanismo che, secondo i firmatari, può favorire l'emersione del sommerso e rimettere in circolazione immobili oggi sfitti.

Tra i punti dell'accordo attenzione anche alle fasce più deboli della popolazione. Il protocollo richiama esplicitamente il «contrasto alle discriminazioni nell'accesso alla casa e prevede il rafforzamento degli strumenti di conciliazione stragiudiziale e di monitoraggio del mercato» attraverso l'istituzione di un osservatorio. sulle locazioni.

A sottolineare il valore sociale dell'intesa sono stati il sindaco Massimo Zedda, l'assessora alla Salute e Benessere, Anna Puddu, e l'assessore all’Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu. «Questo accordo – hanno rimarcato - rappresenta un passaggio importante per garantire il diritto alla casa e per costruire un mercato degli affitti più equo e trasparente». Inoltre, può contribuire a «offrire risposte concrete a studenti, giovani coppie, lavoratori e famiglie che faticano a sostenere i costi dell'abitare, senza penalizzare i proprietari che scelgono la strada della legalità e della collaborazione».

Il nuovo accordo è entrato in vigore per tutti i contratti stipulati a partire dal giorno successivo alla sua sottoscrizione (marzo 2026) e resterà valido per 3 anni (marzo 2029).

(Unioneonline/A.D)

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