Accusato di terrorismo, il Tar: «Giusto vietargli di vedere le partite del Cagliari»
Respinto il ricorso contro il Daspo presentato da un indagato dell’operazione MaistraliTensione durante una manifestazione a Cagliari (L'Unione Sarda)
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È accusato di terrorismo, quindi è giusto negargli anche di poter vedere il Cagliari allo stadio: lo ha deciso il Tar, che ha respinto il ricorso presentato contro un “Daspo fuori contesto” da uno degli accusati nell’inchiesta “Maistrali” condotta dalla Digos e della Dda di Cagliari.
Il provvedimento contestato è stato emesso dal questore a gennaio del 2026, dopo la chiusura delle indagini – a novembre dell’anno precedente – contro un gruppo «con prevalente ispirazione anarco insurrezionalista a connotazione orizzontale e informale, operante in Cagliari ed in altri luoghi del distretto, che si propone il compimento di un numero indeterminato di atti di violenza finalizzati alla distruzione dello Stato mediante azioni dirette a impedire o ostacolare il libero esercizio dei diritti politici garantiti dalla Costituzione o interrompere o turbare il regolare svolgimento di uffici o servizi pubblici, con particolare riferimento al settore militare, a quello dell’informazione e della ricerca scientifica, a quello carcerario nonché a quello della libertà di iniziativa economica nel settore delle energie rinnovabili e tradizionali». Per le loro azioni i 36 appartenenti all’organizzazione avrebbero anche attuato delle manifestazioni non autorizzate. Per dieci era stata formulata anche l’accusa di terrorismo ed eversione.
Tra questi ultimi c’era anche il giovane che ha proposto il ricorso perché destinatario del Daspo. In sintesi, secondo la tesi sostenuta in giudizio dal suo avvocato Marco Atzori, le contestazioni penali nulla avevano a che fare con il calcio, quindi il divieto triennale di assistere a manifestazioni sportive non sarebbe giustificato.
Il Tar ha accolto le argomentazioni del ministero dell’Interno. Secondo i giudici amministrativi «l’estensione del divieto introdotto dal Daspo» impugnato «riveste l’evidente funzione preventiva di scongiurare il reiterarsi di episodi di violenza, evitando l’accesso in luoghi sensibili e di aggregazione di persone potenzialmente pericolose quali sono soprattutto le zone dove si svolgono partite di calcio». Provvedimento confermato.
(Unioneonline/E.Fr.)
