A quattro anni dall’invasione, Cagliari scende in piazza per l’Ucraina
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è mantenere alta l’attenzione sul conflittoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una manifestazione pubblica per ricordare i quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina e per ribadire il sostegno a una pace giusta, fondata sul diritto internazionale e sul rispetto dei diritti umani.
È quanto si terrà sabato 28 febbraio 2026, a partire dalle ore 16, in piazza Garibaldi, nel centro di Cagliari.
L’iniziativa, promossa da associazioni e realtà della società civile, vedrà anche la partecipazione della Chiesa greco-cattolica ucraina di Cagliari.
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è mantenere alta l’attenzione su un conflitto che, a quattro anni dal suo inizio il 24 febbraio 2022, continua a produrre vittime civili, distruzioni e gravi violazioni dei diritti fondamentali.
Nel documento che accompagna la mobilitazione, gli organizzatori sottolineano come, in un contesto internazionale sempre più instabile, una pace duratura non possa prescindere da garanzie di sicurezza credibili per l’Ucraina, dal sostegno alla sua capacità di difesa e da condizioni concrete che impediscano alla Russia di avviare nuove aggressioni.
A intervenire sarà anche Volodymyr Stepanyuk, dell’Associazione Organizzazione Cittadini Immigrati, che individua nella conquista territoriale e nella distruzione del popolo ucraino gli obiettivi della guerra russa.
«Lo si vede sia nelle trattative di pace – afferma – con pretese su territori non conquistati, sia negli attacchi contro palazzine residenziali e infrastrutture civili, per impedire la ricostruzione». Secondo Stepanyuk, la fine del conflitto passa dall’unità delle forze contro l’aggressore e dal mantenimento degli aiuti necessari alla difesa dell’Ucraina.
Sulla stessa linea Gabriele Ballicu, dell’associazione ORA!, che ribadisce il ruolo dell’Europa: «A quattro anni dall’inizio del conflitto, il sostegno all’Ucraina resta una priorità. Di fronte a gravi violazioni del diritto internazionale non può esserci indifferenza. Scendiamo in piazza per chiedere una pace giusta e duratura, che non sia resa, ma garanzia di sicurezza, libertà e futuro per il popolo ucraino».
Per Francesco Nocco, di Liberi Oltre, la guerra riguarda direttamente l’Unione Europea. «L’Ucraina è Europa – sottolinea – e quando un Paese europeo è colpito da crimini come la deportazione dei bambini, i bombardamenti indiscriminati e l’uso del freddo come arma, l’Europa deve agire. Serve una risposta determinata ai tiranni e una pace giusta che non incoraggi nuove invasioni».
