A Foras, contro manifestazione per il 2 giugno: «Fuori le basi per le guerre degli altri»
Gli antimilitaristi: «Non ci stiamo a festeggiare una Repubblica coloniale che supporta le politiche genocidiarie di Israele»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Contro la presenza delle basi militari in Sardegna. Ma anche contro le guerre che stanno insanguinando il mondo. Anche perché “invasione" dell’Isola e conflitti in corso sono connessi, secondo il comitato A Foras, che per il 2 giugno convoca una contromanifestazione nel giorno della Festa della Repubblica.
Lo slogan di quest’anno è “A Foras Is bases po is gherras allenas”, ossia: via le basi per le guerre altrui.
«Siamo di fronte a un’intensificazione con pochi precedenti della guerra imperialista. L’entità sionista, braccio armato dell’impero statunitense», si legge in una nota, «ha esteso le sue politiche genocidiarie al Libano e all’Iran, con la complicità dell’Europa e in particolare dell’Italia, che a più riprese è stata definita dal governo sionista come uno dei maggiori alleati di “Israele” per via degli innumerevoli accordi economici e militari che continua a intraprendere con esso».
La stessa Italia «che ha colonizzato la nostra Sardegna rendendola una base militare per gli eserciti imperialisti e un villaggio vacanze per i turisti, vorrebbe che il 2 giugno festeggiassimo la "festa della Repubblica"? Noi non ci stiamo», è la risposta di A Foras.
L’obiettivo dell’associazione antimilitarista è «riappropriarci della nostra terra e dei nostri legami con gli altri popoli del Mediterraneo, rompendo con chi continua ad avvelenare la nostra terra, ad estrarre le nostre risorse, a cancellare la nostra cultura e a costringerci ad emigrare, unendoci alla lotta che da secoli viene combattuta dagli altri popoli colonizzati contro il nostro stesso nemico: il colonialismo, l'imperialismo, la Nato e l'asse Usa-Ue-Israele».
La soluzione annunciata è la «lotta anti-imperialista, l'unico mezzo per autodeterminarci e poter finalmente costruire una sanità funzionante, un'istruzione per tutti, un lavoro senza sfruttamento, un'economia asservita a chi abita la Sardegna, combattendo l'oppressione di genere e la repressione delle comunità razzializzate; per poter costruire con i popoli nostri vicini delle relazioni basate sulla solidarietà e non sulla dominazione reciproca».
Il corteo è convocato per il 2 giugno alle 16 a Marina Piccola.
(Unioneonline/E.Fr.)
