Un ristorante in cui conta non solo ciò che si mangia, ma chi lo cucina. Da un'idea di Silvio Piscionieri, 64 anni, maresciallo dei carabinieri in pensione, ha aperto a Cagliari RistorAut, un locale dove i ragazzi fragili sono protagonisti del lavoro, della cucina e di un progetto di inclusione e autonomia.

Il locale è dedicato a Stefano Feniello, una delle 29 vittime della tragedia di Rigopiano, estratto senza vita dalle macerie dopo oltre 50 ore. E proprio nel ristorante vi sono nove quadri recuperati dall'hotel sul Gran Sasso abruzzese travolto dalla valanga nel 2017.

In sala e ai fornelli lavorano in sei, tra loro una ragazza con sindrome di Down e un ragazzo con epilessia. «Io sono uno scarto», dice Piscionieri senza giri di parole. Abbandonato alla nascita, è stato adottato in provincia di Latina da una coppia che l'ha fatto studiare e dato una seconda vita. «Non possiamo stare sempre a pensare al dolore, dobbiamo trasformarlo in qualcosa di buono», spiega. Per i ragazzi è il primo passo di un percorso: fra tre anni avranno un attestato che potrà aprire loro le porte del mondo del lavoro.

Il martedì, mercoledì e giovedì il locale diventa anche laboratorio di pane, dolci e pasta fresca, destinati ai più bisognosi. «Noi doniamo, non vogliamo nulla in cambio», dice Piscionieri, che con il collega Antonio Tamponi punta ad aprire altri laboratori sul territorio perché «siamo noi che dobbiamo avvicinarci ai ragazzi». 

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata