17 dicembre 2014 alle 12:22aggiornato il 17 dicembre 2014 alle 12:22
Cagliari, una laurea per i detenutiCosì si punta alla rieducazione
La rieducazione in carcere può passare anche attraverso gli studi. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI VIDEOLINA.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Gianfranco De Gesu, e il rettore Giovanni Melis hanno firmato un protocollo d'intesa per promuovere l'istruzione universitaria dei detenuti. L'intesa, presentata questa mattina nella sede del Rettorato da Melis e De Gesu, prevede l'organizzazione di attività didattiche, di orientamento e consulenza e di tutorato, anche utilizzando metodologie e tecniche di insegnamento a distanza. "Un'intesa - ha detto De Gesu - già sperimentata nel nord Sardegna. A Tempio abbiamo ventidue iscritti, ad Alghero sette". L'impegno negli studi è importante anche ai fini della valutazione della concessione di misure alternative. "Un servizio al territorio - ha detto Melis - destinato a favorire maggiore integrazione". Destinatari delle attività formative sono tutti i detenuti, italiani e stranieri, compresi quelli appartenenti al circuito dell'alta sicurezza o 41 bis, degli istituti penitenziari di Uta, Iglesias, Lanusei e Oristano Massama, che intendano immatricolarsi o siano già iscritti. I dipartimenti creeranno pool di docenti e tutor disponibili a collaborare all'iniziativa. Il Provveditorato si impegna a trasferire i detenuti-studenti di media sicurezza nelle sedi indicate, mentre i detenuti ad alta sicurezza o 41 bis che arriveranno, solo a Cagliari e Oristano, potranno frequentare i corsi unicamente in carcere. L'ateneo favorirà la partecipazione alla didattica anche attraverso modalità di insegnamento e di verifica della preparazione a distanza.
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