25 ottobre 2011 alle 14:30aggiornato il 25 ottobre 2011 alle 14:30
Cagliari, noto imprenditore in cellaLe accuse sono bancarotta ed evasione
Il commerciante Giuseppe Adamo, noto imprenditore del settore dell'abbigliamento, è stato arrestato dai militari della Guardia di Finanza nell'ambito dell'indagine denominata "Megastore", svolta sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, Guido Pani.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
All'arrestato, in concorso con altri tre indagati, sono stati contestati i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, preferenziale e documentale con l'indicazione di crediti inesistenti nonchè l'omesso versamento dell'Iva. L'imprenditore è stato arrestato a Sassari dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari in collaborazione con i militari del locale Nucleo di Polizia Tributaria in esecuzione di un provvedimento di arresto emesso dal Gip presso il Tribunale di Cagliari, Giovanni Massidda. L'imprenditore è al centro di una complessa indagine di polizia giudiziaria quale amministratore delle società "M.G.A. Srl" e "L.M. Srl", entrambe sottoposte a procedura fallimentare, ed è ora accusato di bancarotta fraudolenta. Le indagini della Gdf, iniziate un anno fa dopo le vicende emerse dalla procedura fallimentare, hanno riguardato la gestione aziendale con vendite nelle filiali di Cagliari, Nuoro, Senorbì, Oristano, Alghero e Ghilarza. La sede principale era sulla SS 131 al Km 15,3 in località San Sperate. Il crac finanziario di Adamo ha travolto anche l'altra sua società denominata "L.M. Srl" operante nello stesso settore dell'abbigliamento. L'avventura economica di Giuseppe Adamo si e' chiusa con un plurimo fallimento e con un passivo stimato in oltre 12 mln di euro. Secondo le Fiamme Gialle vi sarebbe stata anche una distrazione di parte del patrimonio aziendale (fra cui beni immobili) in favore di società estere con sede in Svizzera e a Panama. E' emerso, fra l'altro, che Adamo ha formalmente ceduto le sue Ferrari, possedute attraverso la società Mito Rosso Srl, ad un soggetto di nazionalità elvetica. L'uomo è stato rinchiuso nel carcere di Sassari a disposizione della magistratura. Le indagini della Gdf, ancora in corso, sono tese ad accertare l'identità dei soggetti celati dietro le società svizzere e panamensi che hanno aiutato Adamo.
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