Cagliari, blitz anti-prostituzioneSequestrati tredici appartamenti
Operazione dei carabinieri tra Cagliari, Quartu e Selargius. Abitazioni di liberi professionisti e imprenditori affittate a donne straniere: la metà con regolare contratto, l'altra metà in nero. Denunciati i proprietariPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un elenco di contatti con prostitute e trans preso dai siti Internet specializzati in appuntamenti troppo ambigui. Una telefonata per fissare ora e luogo dell'incontro. Il carabiniere in borghese che si presenta nell'appartamento del sesso e che, dopo aver pattuito il costo della prestazione, fa scattare il blitz. L'operazione dei militari del comando provinciale, ieri mattina ha portato al sequestro di tredici appartamenti (dieci a Cagliari, due a Quartu e uno a Selargius) e alla denuncia per favoreggiamento della prostituzione degli undici proprietari. Identificate una cinquantina tra prostitute e trans di varie nazionalità. Tra loro anche una massaggiatrice cinese che aveva aperto una partita Iva per essere in regola con il Fisco. Nella rete dei carabinieri sono finiti anche tre clienti, infastiditi per l'improvvisa intrusione.
LA MAPPA I carabinieri sono arrivati alle abitazioni, trasformate in case d'appuntamento, grazie a un'indagine avviata a marzo. Negli annunci pubblicati sul sito Internet www.bakeca.it (la sezione riservata agli appuntamenti è stata oscurata il 14 ottobre con un provvedimento del Tribunale di Torino, dove ha sede legale il server, dopo le segnalazioni dei militari di Cagliari e di Trieste) c'erano messaggi un po' troppo espliciti. Un centinaio di contatti erano rimasti ancora validi. Ieri mattina i carabinieri hanno bussato alla porta di tredici appartamenti considerati sospetti. E hanno fatto bingo . Dopo aver verificato di persona che in quelle case (monolocali, ma anche appartamenti con più stanze e alcune villette a schiera) si esercitava la prostituzione, hanno messo i sigilli.
LA MAPPA DEL SESSO La mappa del sesso è vasta. A Cagliari si va da viale Bonaria a via San Giovanni, da via Doberdò a via Sicilia, da via Fais a via Cipro, da via Mameli al corso Vittorio Emanuele, dove un appartamento era stato trasformato in tre monolocali con un ingresso indipendente. Sigilli anche in via Massimo d'Azeglio, a Selargius, e a Quartu in via Pitz'e Serra e in via dei Pioppi (Is Mortorius).
I PROPRIETARI Abitazioni di cagliaritani insospettabili (soprattutto imprenditori e liberi professionisti) affittate (la metà con regolare contratto, l'altra metà in nero) a donne straniere. La maggior parte sudamericane (tra loro c'erano numerosi trans). Ma sono state identificate anche alcune rumene e una cinese. L'asiatica si è stupita dell'arrivo dei militari: «Ho anche la partita Iva. Cosa volete è tutto in regola», ha detto ai carabinieri. Ogni stanza, come hanno appurato gli uomini coordinati dal colonnello Michele Sirimarco (all'operazione hanno partecipato circa cento carabinieri del nucleo investigativo, di diverse compagnie, stazioni, del Battaglione Sardegna e dello Squadrone cacciatori), veniva affittata o subaffittata a un prezzo medio di 900 euro. Soldi che le ragazze sborsavano senza problemi. Prezzi definiti dagli investigatori «nettamente fuori mercato». Oltre alla denuncia e al sequestro, i proprietari indagati rischiano la confisca dell'appartamento.
L'ALLARME «È un fenomeno consistente su cui vogliamo fare chiarezza. Siamo convinti che dietro il mercato della prostituzione nel Cagliaritano ci sia un'organizzazione criminale». A lanciare l'allarme è il comandante del comando provinciale, Michele Sirimarco. «Da alcuni elementi in nostro possesso», prosegue il colonnello, «pensiamo che ci siano alcune bande che si sono divise alcune zone della città. In questo ingranaggio c'è chi recluta le ragazze, chi le indirizza verso i proprietari delle case per l'affitto, chi controlla i loro conti. Spesso i soldi che arrivano dal mercato della prostituzione si trasformano in capitali da riciclare nel traffico di droga».
PROPRIETARI RESPONSBAILI In questa rete i proprietari degli appartamenti hanno una loro precisa responsabilità: «È difficile credere che non siano a conoscenza di quanto accade nelle case che hanno dato in affitto. Verranno segnalati anche alla Guardia di finanza per ulteriori accertamenti. Anche i padroni di casa speculano sulle prostitute, le uniche vittime di questo macchinario».
MATTEO VERCELLI