Una foto e una mappa ritrovate nella sua casa di Orgosolo, nel corso dell'ultimo arresto del giugno scorso, per i carabinieri di Nuoro confermerebbero l'ipotesi investigativa. Nel mirino dell'ex primula del Supramonte - secondo quanto riportato dall'Ansa - era finito Gavino Satta, 52 anni, imprenditore di Uri con un posto nel consiglio di amministrazione della Coopservice, colosso da 17mila dipendenti con sede a Reggio Emilia e base operativa alla periferia di Sassari nel rione di Caniga. Secondo i carabinieri, Mesina aveva in mente un sequestro lampo. L'imprenditore doveva essere prelevato e accompagnato al caveau della società, a Caniga, dove vengono custoditi contanti e armi. Il sospetto che Mesina avesse in mente di mettere a segno un rapimento a Sassari era arrivato da un'intercettazione telefonica. E proprio grazie alle intercettazioni, i militari erano riusciti anche a sventare un sequestro che Grazianeddu progettava di mettere a segno a Oristano, ai danni di un ricco imprenditore della città: Luigi Russo, proprietario di alcuni negozi di abbigliamento nel centro. L'imprenditore Gavino Satta, finito nel mirino di Mesina, è l'uomo che l'estate scorsa ha fatto da traghettatore tra la vecchia e l'attuale gestione della Torres calcio, di cui detiene il tre per cento delle azioni. Dopo la scoperta del piano dell'ex ergastolano, per alcuni mesi i carabinieri hanno controllato discretamente gli spostamenti e l'abitazione di Satta che era stato avvisato dagli inquirenti dello scampato pericolo.
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