La moglie della vittima e sorella dell'omicida, Elisabetta Fadda, si era uccisa il giorno dopo il delitto, all'alba, impiccandosi. L'allevatore, confermando la linea del silenzio adottata sin dal momento in cui si è consegnato ai carabinieri, dopo una latitanza di appena 24 ore, stamane si è avvalso della facoltà di non rispondere. All'interrogatorio, che si è svolto nella casa circondariale di Oristano, hanno partecipato, assieme al giudice per le indagini preliminari Mauro Pusceddu, il pubblico ministero Diana Lecca e i difensori di Fadda, gli avvocati Gianmarco Mura e Giancarlo Frongia. Ora il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta della difesa, che punta ad ottenere un provvedimento alternativo alla custodia in carcere. Sinora l'unica ricostruzione di quanto accaduto l'ha fornita proprio Elisabetta Fadda nella lunga deposizione rilasciata nelle ore immediatamente successive all'omicidio del marito, del quale era stata testimone impotente, e prima di suicidarsi nella casa di un familiare dove era stata riaccompagnata all'alba di domenica mattina. E' stato accertato che vi sarebbe stata una lite tra Giovanni Cossu e sua moglie, da tempo sofferente di ripetute crisi depressive, finita in tragedia con l'intervento di Domenico Fadda in difesa della sorella.
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