Due dipendenti avrebbero approfittato della debolezza di un settantenne malato e due giorni fa sono stati arrestati. I Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Oristano insieme ai colleghi del Nucleo investigativo del reparto operativo hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip per Pierpaolo Murru, 45 anni di Villaurbana e Simonetta Pili, 43 anni di Siamanna. Su entrambi pesano i reati di violenza sessuale e sull'uomo anche quello di maltrattamenti, aggravati dall'avere approfittato della particolare condizione della vittima.

LA STORIA L'episodio di violenza risale a poche settimane fa. Ed è stato una sorta di terremoto che ha sconvolto la tranquillità di Casa Serena. Immersa nella natura ai piedi del Monte Arci, nella comunità che accoglie anziani e persone non autosufficienti era stato notato qualcosa di strano. Atteggiamenti anomali che hanno insospettito il personale, fino a che la responsabile della cooperativa Gabriella Zucca ha segnalato la situazione alla magistratura. Immediata l'inchiesta, controlli incrociati e intercettazioni: è emerso un quadro piuttosto preoccupante, con elementi rilevanti che hanno portato agli arresti di due giorni fa. Secondo gli inquirenti i maltrattamenti sarebbero andati avanti negli anni, addirittura dal 2005 a oggi. L'operatore di Villaurbana avrebbe picchiato in più occasioni l'anziano, minacciandolo ripetutamente di mandarlo via dalla casa alloggio. Ma all'inizio di marzo, la lunga scia di botte e percosse avrebbe avuto un risvolto davvero squallido.

LA VIOLENZA I due operatori (che dopo la segnalazione alla magistratura sono stati subito allontanati) avrebbero violentato il settantenne, proprio nella stanza in cui da tempo era ricoverato. Il disabile, malato e debole, ha dovuto subire quegli abusi sessuali da parte di chi avrebbe dovuto aiutarlo e assisterlo. Adesso spetterà agli inquirenti fare luce sulla vicenda per cercare di capire i motivi che possono aver determinato fatti così inquietanti e gravi. Tanto più che sono ai danni di una persona indifesa e anziana che in nessun modo ha potuto reagire né alle botte né agli abusi.

LA DIRETTRICE Una storia che ha scosso drammaticamente tutta la comunità di Palmas Arborea, oltre che i dipendenti e i familiari degli ospiti di Casa Serena. Ieri la struttura era avvolta in un silenzio cupo. Le panchine del piazzale d'ingresso vuote, nonostante la bella giornata primaverile. Poco movimento e nessuna voglia di parlare. «Non voglio essere scortese, ma è un momento troppo delicato e difficile. Sono molto amareggiata, è come se fossimo in lutto» ha commentato la direttrice Gabriella Zucca. Lei, come gli altri soci, hanno visto nascere la struttura e ora temono che tutti i sacrifici e il lavoro di tanto tempo possa essere compromesso da un singolo fatto. Dalla comunità alloggio della frazione di Tiria si tiene a sottolineare che è stato un episodio isolato, gli inquirenti però scavando a fondo nell'indagine sarebbero tornati indietro addirittura di cinque anni. E certi particolari non fanno che aumentare lo sconcerto.

IL SINDACO «Non ci sono parole - ha osservato Paolo Garau, il sindaco di Palmas Arborea - siamo tutti increduli e scossi davanti a questa vicenda. É stato compiuto un atto ignobile che va punito». La preoccupazione è anche per l'immagine di una struttura fiore all'occhiello dell'Oristanese. «Purtroppo per colpa di due mele marce si rischia di danneggiare il buon nome della comunità alloggio e di tutti gli altri dipendenti» ha aggiunto. Il primo cittadino continua a ricordare la professionalità degli operatori della cooperativa e il grande servizio che ogni giorno viene svolto all'interno di quelle pareti intonacate di rosa. «Abili professionisti, ci sono liste d'attesa molto lunghe per avere un posto a Casa Serena - va avanti - tanto che nel nuovo Puc sono previste nuove volumetrie per consentire un ampliamento della struttura».

VALERIA PINNA
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