Boss al 41 bis in Sardegna: è scontro politico sulle “colpe”
FdI all’attacco: «Responsabilità di Todde e del Governo Conte». Il M5S: «È stato l’esecutivo di Meloni a scegliere l’Isola come carcere nazionale di massima sicurezza»Video di Stefano Fioretti
Aria da scontro istituzionale fra Regione e Governo ma sul trasferimento nel carcere di Uta dei boss mafiosi detenuti al 41 bis lo scontro è anche politico fra schieramenti in Consiglio regionale. Scenario che alimenta già dubbi che si possa oggi raggiungere unitarietà su un altro eventuale ordine del giorno per rafforzare la linea contrario a una servitù carceraria in Sardegna. È soprattutto Fratelli d'Italia ad attaccare la presidente della Giunta Todde ricordando che il piano nazionale è figlio del Governo Conte: «La Todde - ha ricordato il vice capogruppo di FDI Fausto Piga - ne faceva parte ed era d'accordo con questa decisione» . Rimandano al mittente le accuse i 5 Stelle: «Si cerca di confondere le idee - ha detto il capogruppo del Movimento Michele Ciusa - la verità è che il Governo di Giorgia Meloni ha scelto la Sardegna come carcere nazionale di massima sicurezza».
«Mancanza di un confronto preventivo», è invece l'accusa mossa dal presidente del consiglio regionale Piero Comandini, che ha ricordato che la massima Assemblea sarda, lo scorso 24 febbraio aveva approvato un ordine del giorno per dire NO alla servitù carceraria. E proprio l'avvio di una nuova stagione con il Governo, in particolare sul tema dell'insularità, si auspicava prima della pausa estiva. «È inaccettabile che le istituzioni locali - ha detto Comandini - siano state escluse dal Governo».
Stefano Fioretti
