Blitz di Nordio nel carcere di Uta, la Garante: «Nessun preavviso, sono allibita»
Irene Testa dopo l’inaugurazione in sordina del nuovo reparto 41 bis da parte del Guardasigilli: «Il confronto tra le istituzioni non è una cortesia, ma un dovere»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Rimango allibita nell'apprendere dalla stampa che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sia venuto alla Casa circondariale di Uta per inaugurare il nuovo reparto destinato al 41-bis». Così la garante per i detenuti per la Sardegna, Irene Testa, dopo la notizia del blitz del Guardasigilli nel carcere di Uta.
«Una visita lampo, – aggiunge Testa – svolta nel più assoluto riserbo, della quale, come Garante regionale delle persone private della libertà personale, non ho ricevuto alcuna comunicazione. Mi auguro che, oltre al taglio del nastro, il Ministro abbia visitato anche le sezioni ordinarie, dove detenuti, Polizia penitenziaria, personale sanitario e operatori vivono ogni giorno condizioni estremamente difficili. Mi auguro che abbia verificato di persona le criticità strutturali, il sovraffollamento e le condizioni di lavoro del personale, ormai allo stremo».
«Mi auguro, inoltre, – prosegue la Garante – che il Ministero chiarisca come intenda gestire il nuovo reparto del 41-bis e con quali risorse umane, affinché la sua apertura non finisca per aggravare ulteriormente una situazione già molto complessa.
Il mancato coinvolgimento delle istituzioni regionali rappresenta uno sgarbo istituzionale. Il confronto tra le istituzioni – conclude Testa – non è una cortesia, ma un dovere, soprattutto quando si parla di carcere, sicurezza, diritti e legalità».
(Unioneonline)
