Birori, la tragedia del trenoInchiesta aperta da due anni
Sono passati esattamente due anni dalla tragedia che costò la vita a tre persone sulla linea delle Ferrovie Complementari Macomer-Nuoro. L’inchiesta è ancora aperta e devono essere depositati gli accertamenti medico legali. L’udienza preliminare entro l’autunno: tutte le proroghe sono già state concessePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due anni fa sulla linea delle Ferrovie complementari della Sardegna Macomer-Nuoro un treno merci, che non aveva rispettato il rosso alla stazione di Bortigali, si schiantava contro un convoglio regionale, appena partito da Birori. Nell'impatto frontale persero la vita un macchinista di 45 anni, Cosimo Serra di Macomer, Elisabetta Anna Beever, turista ventottenne di Oxford (in viaggio col fidanzato canadese, Mark Howard Hornby, 47 anni, rimasto ferito) e Bachisio Arca, un disabile di 53 anni, originario di Silanus, che andava a lavorare a Macomer. Ci furono otto feriti, quattro dei quali gravi. A 48 mesi dal disastro l'inchiesta della Procura della Repubblica di Oristano è ancora aperta e il dottor Lucio Marcantonio è in attesa degli esiti della perizia tecnica affidata al medico Roberto Demontis che deve depositare gli accertamenti medico legali. Entro l'autunno dovrebbe svolgersi l'udienza preliminare, essendo state concesse sui termini tutte le proroghe previste. Al momento compare come unico indagato il Capo della stazione di Nuoro che secondo l'accusa "avrebbe dimenticato di scrivere sull'ordine di servizio, consegnato al macchinista, l'obbligo di attendere il treno speciale proveniente da Macomer alla stazione di Bortigali". La società specializzata di Berna ha decodificato la scatola nera, accertando che la locomotiva viaggiava a circa 66 km orari. Giuseppe Sanna qualche tempo aveva risposto con una sua lettera alle accuse dei familiari della ragazza inglese deceduta. "Non sono l'unico responsabile - scriveva il ferroviere - lungo la tratta Macomer-Nuoro i treni viaggiano con i semafori spenti, le stazioni intermedie sono chiuse, il personale addetto alla vigilanza e alla sicurezza è stato destinato ad altri incarichi ed è stato soppresso l'ufficio movimento. Praticamente è stato eliminato il 95% dei sistemi di sicurezza. Ma ancora più grave - sosteneva nella missiva - è che dopo la tragedia non sia stata adottata alcuna misura per evitare che l'incidente possa ripetersi”
Dall’Unione Sarda del 16 giugno 2007
l’articolo di Anthony Muroni
Per qualcuno mancavano solo data e ora, ma la tragedia era annunciata. Presto fatto. Ore 7.16 del 15 giugno dell´anno di (dis)grazia 2007, chilometro 7.800 della tratta ferroviaria che collega Macomer a Nuoro. Sul binario unico di un collegamento uguale a se stesso da almeno 110 anni si scontrano frontalmente due treni e sul campo si contano tre morti e otto feriti.
Uno dei due locomotori (l´At 622) era partito alle 6.24 da Nuoro ed era diretto a Macomer, l´altro (speciale merci 919) era invece uscito dalla stazione del capoluogo del Marghine alle 7.04 ed era diretto ad Iscra, dove alcuni operai dovevano effettuare lavori di manutenzione. Poco dopo le 7.15 la curva fatale: il treno passeggeri (che viaggiava a una velocità di 70 chilometri all´ora) si trova di fronte quello merci (a circa 45/h): l´impatto è inevitabile, senza alcun accenno a una possibile frenata. Nessuno dei mezzi (pesano ognuno circa 40 tonnellate) viene travolto, anzi si sommano le forze contrarie. E gli effetti sono devastanti, soprattutto in quello con passeggeri. Incastrato tra le lamiere, muore sul colpo il macchinista Cosimo Serra (45 anni, di Macomer, separato e padre di due figli piccoli). E non va meglio a due dei sei che viaggiano nel vagone. Stretto tra due sedili i soccorritori (personale del 118, vigili del fuoco di Macomer e Nuoro, Polizia stradale di Macomer e Ottana, Polfer di Macomer, agenti del commissariato Ps di Macomer, carabinieri delle compagnie di Macomer e Ottana) trovano il corpo senza vita di Bachisio Arca (54 anni, di Silanus), un disabile che da vent´anni viaggiava tutti i giorni alla volta di Macomer, dove lavorava alla coop Progetto H, che si occupa delle formazione dei portatori di handicap. In quello di prima classe a non rialzarsi è la turista Elizabeth Anna Katrin Beever, di 29 anni, con passaporto britannico e lontane origini svizzere. Era in Sardegna da pochi giorni con il fidanzato, tra le cui braccia è morta dopo una brevissima agonia. A un passo le biciclette che sarebbero servite loro a raggiungere Bosa, subito dopo aver lasciato il treno in stazione a Macomer.
«È una tragedia figlia della fatalità e di un errore umano - ha commentato il prefetto di Nuoro Antonio Pitea - sono stato contattato dal Quirinale, attraverso il quale il presidente Napolitano (attualmente in visita in Sicilia) mi ha chiesto notizie sui soccorsi e mi ha pregato di inoltrare le condoglianze alle famiglie delle vittime».
Poco più in là l´attività dei soccorritori non conosce tregua: il personale del 118 abbandona le ambulanze all´altezza della cantoniera del Nuraghe Miuddu e viene condotto sul luogo della tragedia a bordo di una littorina che funziona come navetta: scarica medici e infermieri e prende in consegna le barelle con i feriti più gravi. Atterra anche un elicottero dei vigili del fuoco e inizia la sequela dei ricoveri: i più gravi sono il macchinista del treno speciale Claudio Bellucci (55 anni, di Macomer), con traumi in tutto il corpo, e Santino Pusceddu (57, di Orotelli, viaggiava nel treno passeggeri), operato in serata per un trauma cranico. Feriti anche il macchinista Michele Tronci (57 anni, di Macomer), che ha una frattura al torace, Davide Gimelli (41 anni, capotreno passeggeri) con un trauma facciale, Maria Grazia Carai (51, di Bortigali, passeggera), con lesioni alla colonna vertebrale, Maria Antonietta Bichiri (32, di Macomer, treno speciale) con fratture a braccio e gamba sinistri, Howard Mark Hornby (48, canadese) con trauma a gamba e caviglia destra e Claudio Muroni (45, di Sindia, treno speciale) con trauma cranico.