Assalto sull’Aurelia, condannata la banda sarda in trasferta
Il gup di Livorno infligge pene tra i 6 e i 10 anni per il colpo da 3 milioni di euro a San VincenzoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si chiude con una condanna per quasi tutti gli imputati sardi il processo per l’assalto ai blindati sull’Aurelia. Pochi minuti fa dopo una lunga camera di consiglio il gup di Livorno Francesca Mannini ha inflitto pene comprese tra i 6 e i 10 anni di reclusione agli undici imputati che hanno scelto il rito abbreviato, con una sola posizione per la quale è stato disposto il non doversi procedere.
Nel complesso, le condanne sono meno severe rispetto alle richieste della Procura, che aveva sollecitato 147 anni e 8 mesi di carcere con pene fino a 14 anni e 8 mesi. Al centro del processo il clamoroso assalto del 28 marzo 2025 sull’Aurelia, a San Vincenzo, quando un commando armato prese di mira due furgoni della Battistolli che trasportavano 4,6 milioni di euro. I rapinatori bloccarono la strada, diedero fuoco ad alcuni veicoli e utilizzarono esplosivo per aprire uno dei blindati, riuscendo a portare via circa 3 milioni di euro. A mettere gli investigatori sulle tracce della banda sarda quel grido “Ajo tutti ci siamo” ripreso in diretta social da alcuni testimoni col telefonino.
Le condanne: 10 anni sono stati inflitti a Francesco Palmas di Jerzu; 9 anni, 10 mesi e 20 giorni ad Alberto Mura di Ottana; 9 anni, 10 mesi e 15 giorni ad Antonio Moni di Castelnuovo Val di Cecina; 9 anni e 8 mesi a Salvatore Giovanni Antonio Tilocca di Bottida; 9 anni, 5 mesi e 10 giorni a Franco Piras di Bari Sardo; 9 anni e 4 mesi a Renzo Cherchi di Irgoli; 9 anni, 2 mesi e 20 giorni a Francesco Rocca di Orotelli; 8 anni e 4 mesi a Marco Sulis e Giovanni Columbu rispettivamente di Villagrande Strisaili e Ollolai; 6 anni, 6 mesi e 20 giorni a Salvatore Campus e 6 anni a Nicola Fois rispettivamente di Olzai e Girasole. Per Antonio Stochino di Arzana, il giudice ha disposto il non doversi procedere. A lui era contestato esclusivamente il concorso nel furto dell’auto utilizzata dai rapinatori.
L’assalto, preparato secondo l’accusa per mesi, aveva avuto modalità particolarmente spettacolari: veicoli piazzati di traverso per bloccare l’Aurelia, armi da guerra, auto incendiate ed esplosivo. Le immagini riprese dagli automobilisti e diffuse sui social avevano documentato le fasi del colpo, contribuendo alle indagini che avevano portato gli investigatori sulla pista sarda. Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Lorenzo Soro, Marco Talini, Marcello Caddori, Andrea Nieddu, Giuseppe Talanas, Potito Flagella, Angelo Magliocchetti, Carlo Ambrosini, Antonio Mereu e Francesco Marongiu.
