Assalto eolico, i comitati tornano all’attacco: «Pesantissime irregolarità nell’impianto di Monte Grighine, pronti a denunciare»
Questa mattina il presidio sotto il palazzo della Regione a Cagliari. Comandini: «Presto in consiglio la nuova commissione speciale»I comitati sardi contro la speculazione energetica tornano a fare sentire la propria voce. E passano subito all’azione: domattina i Comitati Gallura, Sarcidano e Alta Marmilla inoltreranno «formale denuncia – precisa una nota prima firmataria Maria Grazia Demontis – presso la procura Generale di Cagliari, la Procura di Oristano e altre autorità coinvolte, in relazione a pesantissime irregolarità dell'impianto eolico Monte Grighine nel Comune di Mogorella».
La battaglia continua, dunque, e già questa mattina il Presidio permanente del popolo sardo è tornato in piazza, sotto il palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari, per rimettere al centro del dibattito la questione energetica che riguarda l'Isola.
«La Regione Sardegna deve impugnare senza indugi il dl 175 che disciplina la normativa sulle aree idonee per la realizzazione degli impianti di energia rinnovabile, e contemporaneamente deve porre mano a quello che non ha fatto fino adesso», hanno precisato i manifestanti.
Per Davide Fadda, uno dei portavoce, «la Regione deve porre le radici di una normativa di impianto urbanistico che vada a disciplinare la materia, non tanto quella energetica che è materia concorrente con lo Stato, ma quella urbanistica: per un cittadino sardo è impossibile aprire una finestra in uno stabile di campagna, mentre per questi speculatori è possibile realizzare torri alte 250 metri».
Tra le richieste, anche l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare denominata Pratobello24, per liberare l’Isola dalla morsa dell’assalto eolico e agrifotovoltaico.
La Regione, con la presidente Todde, aveva già espresso ferma contrarietà - annunciando anche di valutarne l'impugnazione - al percorso scelto dal governo considerandolo «un atto di forza che calpesta il ruolo delle Regioni e ignora completamente la voce dei territori», perché «rende inefficaci tutte le leggi regionali sulle aree idonee e non idonee e impone che le autorizzazioni si basino esclusivamente sulla normativa statale».
Ora è il Consiglio regionale a riprendere in mano la questione, ad annunciarlo è il presidente Piero Comandini che ha deciso di insediare la Commissione speciale sull'Energia, prevista da un ordine del giorno votato all'unanimità dall'Aula, sei mesi fa. «La settimana prossima - annuncia - sentirò i capigruppo per calendarizzare l'insediamento della nuova commissione speciale, i tempi sono maturi».
(Unioneonline)
