DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA PINNA

ARZACHENA Sembrava un terremoto. Invece era una bomba. Potente, anzi potentissima: ha fatto tremare i muri delle case di tutto il centro storico e fatto precipitare nel burrone dello sconforto l'assessore comunale al bilancio Agostina Chiodino.

I bombaroli, ieri sera, le hanno lasciato un messaggio da paura sull'uscio dell'ufficio di via San Vincenzo. In una stradina semibuia della zona antica del paese, ad appena venti metri dalla sua abitazione. In quell'ufficio, l'assessore lavora insieme al marito e ad altri otto dipendenti: lei fa la commercialista, lui è un architetto. IL BOATO L'esplosione è stata fortissima e ha distrutto quasi integralmente l'edificio: la facciata è devastata, le stanze tutte rase al suolo. La deflagrazione ha sgretolato il granito dei muri e abbattuto i vetri delle case di tutto l'isolato. Quella bomba poteva provocare una strage. Alle 20,30, quando tutti hanno sentito il boato, in giro c'era ancora tanta gente. Se qualcuno fosse passato in via San Vincenzo in quel momento, l'attentato si sarebbe trasformato in una tragedia. E comunque, seppure indirettamente, ha provocato un ferito. Un'anziana che abita a due passi da via San Vincenzo è finita all'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia: era vicino a una finestra, i vetri si sono rotti, lei si è fatta prendere dallo spavento, ha cercato di fuggire ed è caduta provocandosi alcune fratture.

L'ALLARME Agostina Chiodino e il marito erano usciti dallo studio da appena dieci minuti. Erano appena arrivati a casa e quando hanno sentito l'esplosione, come gran parte degli arzachenesi, sono corsi in strada. Da quel momento si sono ritrovati in un incubo. I vicini hanno lanciato subito l'allarme e ad Arzachena sono arrivati nel giro di pochi minuti i carabinieri della stazione del paese e i colleghi del nucleo radiomobile del reparto territoriale di Olbia. Poco dopo anche gli agenti della squadra volante del commissariato di Porto Cervo. Gli artificieri hanno recuperato il poco che resta della bomba e ora dovranno accertare la composizione dell'ordigno e la potenza. Ciò che sanno tutti è che gli attentatori hanno usato la mano pesante, gli effetti dell'esplosione lo dimostrano. In tutto il rione ci sono schegge di vetro, frammenti di legno e pietre. In tanti si sono trovati l'auto con il parabrezza sfondato e lo specchietto spezzato dalla devastante onda d'urto dell'ordigno.

LE INDAGINI Ora dunque resta da interpretare il messaggio. I carabinieri hanno interrogato subito Agostina Chiodino e ora cercano di capire se il destinatario del messaggio esplosivo fosse proprio l'assessore o suo marito. Il sindaco Piero Filigheddu non riesce a spiegarselo: «Il paese si sta avvelenando, la crisi economica e la presenza di tante etnie diverse stanno rendendo la convivenza sempre più difficile. Non riesco a capire un attentato ai danni dell'assessore alle Finanze. Quelle che hanno piazzato questa bomba sono persone maledette, criminali senza scrupoli che potevano uccidere persone innocenti».
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