Sono scoperte destinate a tenere banco nei convegni internazionali di archeologia, quelle scaturite dalla campagna di scavi che ha interessato il sito nuragico di ''Sa Osa'', emerso in territorio di Cabras nella golena del Tirso durante i lavori per la realizzazione di una rotatoria. Lo hanno assicurato gli archeologi Alessandro Usai e Raimondo Zucca nel corso di una conferenza stampa voluta dal presidente della Provincia di Oristano, Pasquale Onida, per favorire lo sbocco positivo di una situazione che al momento vede bloccati sia i lavori di scavo, sia il cantiere della rotatoria. La scoperta più rilevante dal punto di vista scientifico è costituita dal ritrovamento di una grande quantità di semi di uva e di fico conservati intenzionalmente all'interno di un pozzo che risulta scavato più di 3.200 anni fa nella età del cosiddetto Bronzo recente. Nel pozzo, assieme a una grande quantità di reperti ceramici, sono stati trovati anche diversi pezzi di legno lavorato: è la prima volta - hanno spiegato gli archeologi - che vengono ritrovati reperti di materiale deperibile come è il legno in un sito nuragico. A consentire la conservazione di questi reperti è stato l'alto tasso di umidità all'interno del pozzo. Per completare gli scavi servono altri quattro mesi di lavoro e almeno 220 mila euro che la Provincia si è impegnata a recuperare.
© Riproduzione riservata