08 giugno 2012 alle 20:07aggiornato il 08 giugno 2012 alle 20:07
Amministrative, 64 Comuni alle urneVoto all'ombra della crisi in Regione
Nel pieno di una crisi strisciante che sta indebolendo la maggioranza al governo della Regione e che ha già spaccato il Pdl, la Sardegna si prepara al turno amministrativo di domenica 10 e lunedì 11 giugno per l'elezione dei sindaci in 64 città.Non solo tensioni politiche: le urne, infatti, si aprono alla vigilia di una mobilitazione sindacale sui ritardi del governo nazionale e regionale in materia di lavoro e sviluppo e mentre restano in bilico gli ammortizzatori sociali che mantengono in vita quasi 20 mila famiglie sarde, colpite da piccole e grandi crisi industriali. Nell'elenco dei Comuni chiamati al voto mancano i grandi centri - solo tre le città con più di 15 mila abitanti, Alghero, Oristano e Selargius per le quali è previsto il turno di ballottaggio il 24 e 25 giugno - e il dato sul numero degli elettori coinvolti nel rinnovo delle amministrazioni, oltre 260 mila sardi su un totale di quasi 1.500.000, non rappresenta certo il campione adeguato per trarre lo spaccato del gradimento dei partiti. Ma il risultato delle urne sarà sicuramente un segnale da non sottovalutare per molti. Occorrerà capire se anche nell'Isola - di solito in controtendenza - peserà la perdita di appeal del Pdl in campo nazionale dopo l'esito delle ultime Comunali e la scissione del gruppo consiliare in Regione. Nel campo avversario del centrosinistra, il voto misurerà la tenuta del Pd in Sardegna, dove la compattezza del vertice scricchiola e la base comincia a innervosirsi. Ma l'incognita vera è per il Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo, alla seconda prova elettorale dopo l'exploit di Parma. Il comico genovese è stato il primo big nazionale a scendere nelle piazze per sostenere i propri candidati ad Alghero e Quartucciu, piccolo centro dell'hinterland cagliaritano, e i 'grillini' ce la stanno mettendo tutta per non sfigurare. A regnare nel Movimento è comunque la prudenza. "E' difficile fare una previsione, il Movimento Cinquestelle non si è mai avventurato in questo modo - dice Alessandro Polese, uno dei portavoce di Alghero - Contiamo sul cuore dei nostri cittadini e sulla voglia di impegnarsi direttamente. Anche un solo consigliere servirebbe a invertire la rotta e, quindi, la deriva della nostra città". Il centrodestra, alle prese con le divisioni del Pdl e gli ammiccamenti di alcune forze politiche verso l'opposizione, non ha schierato nessun leader nazionale in Sardegna. Anzi qualcuno - è il caso dell'assessore regionale Mario Floris - ha puntato il dito contro 'i consiglì esterni provenienti proprio dai big (tutti del centrosinistra) arrivati da Roma. Per i partiti dell'opposizione, invece, anche questa mini-sfida elettorale merita la dovuta attenzione dei vertici nazionali. "Può essere l'avviso di sfratto a Cappellacci - dice il centrosinistra che ha schierato nell'Isola Di Pietro (Idv) e Vendola (Sel) - e il preludio di una svolta, tra un anno, al governo centrale". Tra movimenti e partiti a farla da padrone, però, sono le liste civiche, più o meno riconoscibili con le forze politiche tradizionali: nelle 210 liste presentate ospitano ben 163 aspiranti sindaci e migliaia di candidati. Da non sottovalutare, infine, il fenomeno dell'astensionismo, un'altra incognita delle urne al tempo della crisi.
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