Contro Bush, un contestatore lanciò le scarpe: all'assessore della sanità Antonello Liori va decisamente meglio, perché i Riformatori si limitano a scagliare al suo indirizzo una raffica di interrogazioni consiliari. Quindici tutte insieme: praticamente un programma di governo sanitario a puntate, dalle liste d'attesa ai nuovi ospedali. «Non è un'iniziativa contro la Giunta, tantomeno contro l'assessore», giurano gli ex pattisti, «ma quindici domande per stimolare un clima di condivisione operosa su questi problemi». Epperò l'offensiva tradisce insoddisfazione, e irrita il resto del centrodestra: «Suggerimenti demagogici», risponde il capogruppo del Pdl Mario Diana, «gli alleati contribuiscano all'attività di governo».

LA SVOLTA L'insoddisfazione, del resto, non è nascosta: «Serve un cambio di passo», dice chiaramente Pierpaolo Vargiu, capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale, «crediamo di non essere stati finora, noi per primi, all'altezza delle aspettative degli elettori». Le questioni che riguardano la salute dei cittadini «saranno per noi centrali, nei prossimi mesi, nei rapporti con la maggioranza. E con l'opposizione: la sanità dev'essere oggetto di dialogo, una zona franca rispetto alle polemiche. Pur sapendo che chi governa ha responsabilità maggiori».

Facile pensare che sia un modo per rivendicare l'assessorato, in vista del rimpasto: «No, al presidente Cappellacci non abbiamo chiesto una poltrona, ma di rendere queste esigenze prioritarie nell'azione di governo», sottolinea il consigliere regionale Franco Meloni, illustrando l'iniziativa alla stampa insieme a Vargiu e al coordinatore regionale Michele Cossa. La pressione sul governatore è comunque forte: «Il tema dev'essere centrale nella verifica di maggioranza», chiarisce Cossa. «E dal fatto che questo accada - aggiunge Meloni - dipende il nostro ingresso nella Giunta futura».

I TEMI Nelle interrogazioni a pioggia, i Riformatori chiedono anzitutto di predisporre subito il nuovo piano sanitario regionale: quello varato nell'era Dirindin è scaduto, «e in ogni caso - ricorda Meloni - il Tar ha bocciato la parte sulla rete ospedaliera e i posti letto». Sentenza che è anche alla base dei dubbi sul San Raffaele di Olbia e il Santa Maria Bambina di Oristano, oggetto di un'altra interrogazione.

Al presidente Cappellacci e all'assessore Liori viene inoltre chiesto che fine ha fatto l'Agenzia per la sanità, «organismo tecnico-scientifico di supporto all'assessorato, istituito nel 2006 ma mai attivato», osserva Vargiu. E poi che cosa si intende fare del piano per i nuovi ospedali, approvato dal centrosinistra, e quali risorse ci sono. Cosa si sta facendo per le liste d'attesa e i viaggi della speranza, che aumentano. Come è possibile che - lo ha scritto il Sole 24Ore - nella sanità pubblica sarda ci siano 900 medici di troppo.

C'è la parte sui conti: «Dicono che sforiamo - nota Meloni - ma nel 2009 in Sardegna si sono spesi 1.690 euro per cittadino, 100 in meno della media nazionale». Eppure il Governo ha bocciato il piano di rientro dal deficit, nonché il Patto per la buona sanità varato dall'attuale Giunta. Quanto alla delibera regionale sul blocco delle assunzioni, per i Riformatori «rischia di lasciare le Asl senza bussole».

E c'è la parte sulla riforma complessiva, bloccata in commissione Sanità, e lo scorporo degli ospedali dalle Asl, sul cui stato di attuazione «non si ha nessuna notizia». Le ultime interrogazioni riguardano l'assistenza ai disabili, le donazioni di organi, la formazione di medici e infermieri, le prescrizioni inappropriate, i problemi di funzionamento della rete informatica attivata negli ultimi anni.

L'APPELLO Il vero senso di questa lunga serie di domande è reso esplicito da Franco Meloni: «Ci sembra che manchi un disegno complessivo della sanità regionale. La professoressa Dirindin ce l'aveva: sbagliato, ma l'aveva. Noi dobbiamo arrivare a un progetto generale che faccia davvero gli interessi dei sardi. L'assessore Liori fa quel che può, considerati i limiti oggettivi attorno a lui». «Senza un quadro completo - chiosa Vargiu - non si capisce quali pezzi del sistema funzionano male».

«I Riformatori hanno le loro domande ma anche le loro proposte di legge», ricorda Michele Cossa: proprio un anno fa, per esempio, veniva presentata quella sulla riduzione delle Asl, che ha poi ispirato il disegno di legge della Giunta sulla macroarea unica. «Ora - conclude il coordinatore - bisogna portare subito questi argomenti in Consiglio regionale, per un confronto necessariamente bipartisan».

IL PDL Ma la reazione degli alleati è gelida: «Da chi fa parte della coalizione di governo - risponde Diana in un comunicato - è lecito aspettarsi non attacchi a mezzo stampa ma proposte concrete e innovative». Quelle dei Riformatori, per il capogruppo Pdl, denotano «la volontà di replicare su più livelli la struttura dell'assessorato regionale, sottraendogli poteri e funzioni». Per altro le carenze non riguardano solo la sanità, afferma Diana, che definisce «pressoché abbandonato a se stesso» il turismo: delega guarda caso affidata all'unico assessore dei Riformatori, Bastianino Sannitu.

GIUSEPPE MELONI
© Riproduzione riservata