Allarme Hantavirus: «È una grave malattia infettiva ma non è Covid»
Il direttore di Microbiologia dell’Aou di Cagliari, Aldo Manzin: «Non esistono cure. Servono isolamento e distanziamento sociale»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La preoccupazione attorno al focolaio di Hantavirus, scoppiato a bordo della nave da crociera Mv Hondius, fa parlare il mondo intero. E c’è chi teme un secondo Covid. «La tutela è doverosa, ma al momento niente fa pensare a un rischio di diffusione pandemica», assicura Aldo Manzin, professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Cagliari e direttore di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliero universitaria.
L’esperto spiega che «gli Hantavirus descrivono una famiglia di virus che comprende più di 20 diverse specie, quasi tutte legate all'infezione da roditori, attraverso secrezioni (saliva), urina e feci essiccate che vengono inalate attraverso la generazione di aerosol dispersi nell'aria circostante. Esiste però un ceppo, noto come virus Andes, che può diffondersi per trasmissione da uomo a uomo, sebbene questo accada molto raramente». Sarebbe questo il responsabile del focolaio sulla nave da crociera olandese.
«La presenza del virus Andes è stata confermata a bordo della Mv Hondius, quindi è fondamentale che passeggeri ed equipaggio osservino tutte le norme previste in questi casi, prima di tutto l'isolamento dei pazienti infetti e il distanziamento sociale di tutti gli altri, la stessa strategia adottata durante la pandemia di Covid», spiega Manzin. «L'isolamento dei pazienti infetti, il lavaggio frequente delle mani, il tracciamento e il monitoraggio dei contatti stretti e l'applicazione di misure di controllo delle infezioni saranno fondamentali per arrestare la diffusione della malattia».
Al momento non ci sono cure: «In assenza di terapie specifiche, di vaccini o di altri interventi farmacologici possibili, le misure non farmacologiche di contenimento sono le uniche possibili ed efficaci», ricorda Manzin.
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