Agricoltura, l’appello a Todde dalle campagne sarde: «Troppe emergenze, subito il nuovo assessore»
Il coordinatore di Agrinsieme Daniele Caddeo: «Comparto in forte difficoltà, quali sono le intenzioni della presidente?»«Con le dimissioni dell'assessore dell'Agricoltura, Gian Franco Satta, e quindi con un cambio di guida politica del comparto produttivo più importante della nostra Isola, come migliorerà l'azione della Regione Sardegna verso un mondo in forte difficoltà? Come intende la presidente Alessandra Todde imprimere un cambio di passo urgente rispetto alle numerose criticità da superare nell'immediato futuro?».
Lo chiede il coordinatore di Agrinsieme Sardegna, Daniele Caddeo, alla presidente della Regione in vista del prossimo avvicendamento alla guida dell'assessorato dell'Agricoltura.
«Alla luce delle novità emerse in questi giorni», prosegue il coordinatore, «chiediamo alla presidente Todde di convocarci con urgenza per un confronto a tutto campo sulle idee e i progetti che intende promuovere con il riavvio dell'azione politica in assessorato. Il settore della produzione primaria e della trasformazione agroalimentare hanno di fronte sfide e condizioni di crisi che preoccupano migliaia di aziende: dalla gestione dell'emergenza sulla dermatite bovina, alle nuove politiche sui dazi Usa che andranno a incidere sul commercio dei prodotti made in Sardinia, con in cima il Pecorino romano Dop, e quindi sul prezzo del latte da remunerare agli allevatori. Sul Pecorino romano c'è poi tutta la partita legata alla ridefinizione del nuovo disciplinare di produzione e al dibattito sull'apertura verso il latte proveniente dalle razze ovine non autoctone dei territori storici autorizzati per la trasformazione. C'è poi l'emergenza sull'aumento dei costi delle traversate marittime delle merci. Un rincaro dovuto alla tassa ETS (Emission Trading Scheme), con cui l'Unione europea ha sanzionato gli armatori per il mancato rispetto delle nuove norme sulla gestione delle emissioni di CO2 e che, ricaduta sui trasportatori, rischia di dare il colpo di grazia a un export oltre Tirreno sempre più fragile».
L'elenco delle cose che non vanno, precisa Caddeo, «è tuttavia troppo lungo da poterlo liquidare con un solo incontro, ma è certo che, se si ha davvero a cuore il nostro settore primario, non si può fare a meno di rimettere al centro del confronto politico un ragionamento sulla riforma, tanto attesa, delle tre Agenzie agricole regionali: Laore, Agris e Argea».
(Unioneonline)
