Uta, liberi dentro per crescere fuori: la festa di Pasqua nella casa circondariale
L'iniziativa mira a offrire ai padri detenuti e ai loro figli uno spazio concreto di incontro e normalitàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il prossimo martedì 7 aprile, dalle 10:30 alle 12:30, la Casa Circondariale di Uta ospiterà la Festa di Pasqua organizzata da Exmè & Affini nell'ambito del progetto Liberi dentro per crescere fuori, dedicato al sostegno alla genitorialità in ambito detentivo, e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
L'iniziativa mira a offrire ai padri detenuti e ai loro figli uno spazio concreto di incontro e normalità, trasformando per alcune ore la biblioteca del carcere in un ambiente festoso e accogliente.
Il programma della mattinata prevede l'intrattenimento musicale con dj set e attività di animazione specificamente pensate per i bambini, con l'obiettivo di favorire il gioco e l'interazione spontanea tra genitori e figli. Al centro dell'evento ci sarà la distribuzione delle uova di cioccolato per tutti i partecipanti, un simbolo tradizionale scelto per rendere il momento della festa ancora più partecipato e inclusivo.
«Cerchiamo di far vivere momenti sereni e spensierati a bambini e ragazzi insieme ai propri genitori. Tenere saldi i legami familiari è fondamentale per il loro benessere e per il futuro reinserimento sociale degli adulti» spiega Ugo Bressanello per Exmè & Affini, evidenziando l'efficacia di interventi che mettono al centro la responsabilità educativa e l'affettività.
L'evento si inserisce in un percorso più ampio di riqualificazione sociale e culturale che vede il carcere non solo come luogo di pena, ma come spazio in cui attivare processi di cambiamento e cittadinanza attiva attraverso la tutela dei legami primari.
La rete di partenariato del progetto Liberi dentro per crescere fuori comprende la cooperativa Elan (capofila), insieme a Panta Rei Sardegna, Solidarietà Consorzio, Exmè & Affini, Casa delle Stelle, la Direzione del carcere di Uta, l'Uiepe, il Comune di Cagliari, l'associazione Prohairesis e Aragorn S.r.l.
