Studenti a scuola di archeologia: un film su Antonio Zara accende la passione
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“L’uomo che amava scavare” fa breccia fra gli studenti e smuove sentimenti di passione, affetto e vivo interesse. L’istituto tecnico superiore Angioy di Carbonia ha ospitato infatti la proiezione del film “Antonio Zara, l’uomo che amava scavare” in una cornice di pubblico studentesco che ha messo in risalto le curiosità degli alunni dinanzi a un’opera <che riporta alla luce – ha analizzato la preside Teresa Florio - squarci di storia del territorio anche nella prospettiva futura>.
La storia raccontata agli studenti è quella che si svolge nella montagna chiamata Monte Crobu, periferia sud della città, dove nell’estate del 1960 il 14enne Antonio Zara viene attirato da una piccola fenditura nella roccia, una delle tantissime che caratterizzano la zona. All’interno trova un ricco corredo funebre che poi si scoprì, grazie agli archeologi, appartenere alla Cultura di Bonnanaro, datata attorno al 1800-1600 avanti Cristo. Da quel momento le squadre di archeologi professionisti che andranno a studiare il sito decidono di tenere con loro il giovanissimo anche in campagne di scavo a Sant’Antioco. Antonio Zara si è spento nel giugno del 2024. Una vicenda meravigliosa che ha permesso il decollo, oltre alla cittadella fenicio punica di Monte Sirai già nota, di tante altre campagne di scavo nel territorio incentivando una settore che tutt’ora costituisce un segmento del volano scientifico culturale del Sulcis Iglesiente.
